Il Presidente della Provincia di Benevento Nino Lombardi ha partecipato stamani all’abbattimento dell’ultimo diaframma della galleria Rocchetta sul lotto Apice-Hirpinia della nuova linea dell’Alta Capacità /Alta Velocità Napoli-Bari, ultimo tronco dei lavori in territorio sannita prima di entrare in Irpinia.
Il Presidente nel suo discorso di saluto davanti alle Autorità locali, tra le quali il Sindaco di Apice Angelo Pepe, ai Dirigenti del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, a quelli di Rete Ferroviaria Italiana e di Webuild, Impresa realizzatrice dei lavori, ha affermato che l’opera dell’AC/AV Napoli -Bari è una direttrice strategica di ri-unione tra Nord e Sud, tra Est ed Ovest del Paese, le comunità e le realtà delle eccellenze commerciali, economiche, produttive di tutti i comparti, tra i porti del Tirreno e dell’Adriatico, fondamentale per ri-congiungere le aree interne a quelle metropolitane sul medesimo asse di collegamento individuato dal genio costruttivo dei Romani circa 2300 anni or sono con la Via Appia “Regina viarum”.
Il nuovo fascio binari che consentirà di ridurre a 3 le ore di percorrenza da Roma – Bari attraverso la dorsale appenninica, ha proseguito Lombardi, si colloca peraltro nel contesto di altre opere pubbliche di infrastrutture materiali essenziali per la stessa rinascita delle aree interne che il Governo nazionale e quello regionale hanno co-finanziato come il raddoppio della Strada Statale “Telesina” Caianello – Benevento ed il potabilizzatore della Diga di Campolattaro sul fiume Tammaro. Il Presidente della Provincia sannita, pur non nascondendo i problemi e le criticità causate al territorio dai lavori e dai cantieri per queste mega opere, ha reso omaggio al lavoro delle maestranze e dei tecnici di Webuild che stanno dando delle capacità, della professionalità e della dedizione al lavoro degli italiani.
La Galleria Rocchetta, a canna unica, a doppio binario, lunga 6,5 Km. In territorio di Apice, è stata scavata in circa due anni da una gigantesca macchina, la TBM Futura, capace di avanzare ad una media di 350 metri al mese in un’area caratterizzata da un terreno che ha messo a dura prova le maestranze, gli ingegneri, i geologi, i tecnici tutti e la stessa gigantesca fresa