La Procura regionale della Corte dei Conti della Campania ha notificato gli inviti a dedurre nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei fondi destinati all’accoglienza dei migranti nel Sannio. Il procedimento trae origine dalla trasmissione degli atti dell’inchiesta penale sfociata nella sentenza di condanna emessa dal Tribunale di Benevento il 21 aprile scorso.
Tra i destinatari figurano Paolo Di Donato, ritenuto amministratore di fatto e dominus del Consorzio Maleventum, e gli amministratori e rappresentanti legali dell’ente tra il 2014 e il 2018: Renza Fusco, Elio Ouechtati, Giuseppe Caligiure e Giovanni Pollastro.
Gli atti riguardano anche Felice Panzone, ex funzionario della Prefettura di Benevento addetto alla gestione dei centri di accoglienza, e gli ex dirigenti dell’Area Immigrazione Maria Rita Circelli e Giuseppe Canale.
Secondo le contestazioni, Panzone avrebbe utilizzato particolari espressioni per segnalare in anticipo l’imminenza di controlli e ispezioni nei centri di accoglienza da parte di Prefettura, Asl, Nas e delegazioni internazionali, omettendo inoltre l’avvio delle procedure previste per sanzionare le criticità riscontrate. Contestazioni analoghe vengono mosse anche agli altri ex dirigenti dell’Area Immigrazione, accusati di non aver applicato penalità e misure previste in presenza di irregolarità.
Dagli accertamenti emerge che tra il 2014 e il 2018 al Consorzio Maleventum sarebbero stati destinati, tramite la Prefettura di Benevento, oltre 20 milioni di euro erogati dal Ministero dell’Interno per l’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.
Le verifiche eseguite dalla Guardia di Finanza nei centri di accoglienza avrebbero evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie, situazioni di sovraffollamento, insufficienza di beni e servizi essenziali, carenze negli standard di sicurezza e il mancato rispetto degli obblighi previsti dai capitolati d’appalto.
Secondo la Procura contabile, parte dei risparmi ottenuti dalla gestione dei centri sarebbe stata utilizzata per finalità estranee agli scopi dell’accoglienza, tra cui acquisti presso note griffe di lusso, viaggi, soggiorni, trasferimenti di denaro a familiari del gestore di fatto e altre operazioni ritenute non riconducibili alle finalità dei finanziamenti pubblici.
La Corte dei Conti dovrà ora valutare eventuali responsabilità amministrative e contabili nell’utilizzo delle risorse destinate all’accoglienza dei migranti.
(Ansa)