Mastella e il campo largo che difficilmente si concretizzerà. Il sindaco ha riproposto Lombardi e già questo cozza con lo spirito ecumenico di una coalizione che dovrebbe appoggiare a scatola schiusa il nominativo, rispettabilissimo e autorevolissimo, del presidente uscente. Va da se che l’aut aut non convince il resto della compagnia che a pèrescindere da questo non picolo dettaglio di scendere a patti con Noi di Centro non sente affatto la necessità. Umberto Del Basso De Caro ha concesso ai suoi di avere una interlocuzione, ha anche messo a disposizione la sede, ma fondamentalmente l’atteggiamento del PD è palesemente dilatorio, ricco di distinguo, sostanzialmente ampolloso.
E non potrebbe essere altrimenti perchè la strada della promiscuità politica è già segnata per queste presidenziali provinciali e probabilmente anche per le Amministrative dell’anno prossimo. Legge elettorale permettendo. E poi c’è la chiusura di Avs e Civico e la posizione di Mortaruolo, dei sindaci ostili e degli altri dissidenti piddini ai ferri corti con la leadership decariana e che col partito dovrà pur trovare una pur minima apertura che al momento appare molto complicata. Tasselli che dovrebbero andare insieme e molti sono davvero incompatibili .
E tuttavia, c’è un elemento in più che è passato un po sotto silenzio ieri sul finire del Consiglio comunale. Una mozione nazionale di AVS e PD, presentata in molti consigli comunali italiani, e che inerisce la contrarietà alla modifica in Parlamento del disegno di legge sul reato di violenza sessuale che elimina il principio del consenso libero, attuale e inequivoco. Una battaglia del campo largo che a Palazzo Mosti ieri ha visto la mozione delle consigliere Megna e Fioretti e che è stata respinta dalla maggioranza mastelliana che, probabilmente provata dalla maratona di quasi quattro ore e desiderosa di rompere le righe, è andata in netta controtendenza con il portato del campo largo nazionale. Mastella era già andato via e probabilmente la sua maggioranza non ha inteso che quella della Fioretti e della Megna non era qualcosa di attinente al panorama locale ma molto di più. Pare che questa decisione sia già arrivata alle direzioni dei partiti del centrosinistra a livello nazionale e la cosa non sia piaciuta affatto.
Una inezia? Forse si ma che rende l’idea di come le distanze siano molto ampie e che risulta molto complesso trovare una quadra su una decisione imposta, quella di Lombardi, e senza alcuna concertazione.