Autuoro si presenta alla città in una splendida giornata di sole e nel giorno di San Gennaro. Il nuovo presule ci riflette su e come primo approccio alla nuova comunità, di cui sarà pastore, ne cita le proprietà peculiari; il sole come stella che riscalda e illumina, iconografia del Cristo che accompagna la vita dei cristiani e non solo, la capacità di rischiarare anche le tante zone d’ombra che attraversano la vita degli individui e delle società. Ed è subito apparsa chiara la matrice del nuovo Arcivescovo Metropolita di Benevento arrivato in città per cingere la Cattedra che fu di Felice Accrocca, ciò che traspare dalle sue prime parole da Metropolita beneventano.
“Sono essenzialmente un prete ed è così che mi presento. Poi aggiungo che sono anche un vescovo” rimarcando con attenzione che nel mondo secolare e laicizzato anche l’abito talare che contraddistingue lo status sacerdotale finisce per essere liofilizzato dalla maniera moderna di relazionarsi col clero.
Autuoro un uomo del sud che comprende le difficoltà di una piccola realtà meridionale che lo ha accolto con grande compartecipazione e questo lo ha stupito, che affronta anche il problema della carenza delle vocazioni ma di questo se ne occuperà più avaccio, magari entrando in sintonia con i giovani, lontano da schemi tradizionali e piuttosto avviando un processo di dialogo e di ascolto che possa abbracciare catechesi e prossimità. Una Curia aperta e questo conferma che il solco di Autuoro non si discosterà poi molto da quello del Vescovo laziale.
E allora Autuoro affronta il tema delle aree interne, le periferie a rischio spopolamento, l’impoverimento dei servizi che mettono a dura prova la sopravvivenza in loco di fasce di popolazione soprattutto giovanile e soprattutto più svantaggiate. E lui mostra estrema tensione al tema. Al collega De Lucia che gli chiedeva se calibrerà la sua missione ad una realtà, probabilmente diversa da quella di provenienza, Mons Autuoro replica che una parte fondamentale del suo lavoro di approccio sarà proprio quello della comprensione delle problematiche della sua nuova realtà, capire le dinamiche sociali ed economiche le cui disparità si misurano anche in una profonda sproporzione tra fasce diverse della società e qui Autuoro fa riferimento anche ad una globalizzazione di quelle disparità presenti in aree anche diverse da quella prettamente beneventana.
Da qui l’esigenza del confronto e dal lavoro da fare insieme alle gerarchie diocesane e qui sia consentito esprimere la speranza che il sentimento sia ispirato alla collaborazione, cosa non sempre scontata a Piazza Orsini, e soprattutto con le istituzioni per instaurare anche qui un dialogo diuturno e si spera proficuo.