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Castagna irpina: missione Consorzio di Tutela

Castagna irpina: missione Consorzio di Tutela

28 Novembre 2017 | by Marco Grasso
Castagna irpina: missione Consorzio di Tutela
Attualità
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Castagna irpina, si accelera per il consorzio di tutela. Il Gal Irpinia Sannio è al lavoro per unire gli enti locali, gli operatori della filiera castanicola e le associazioni di categoria per arrivare in tempi rapidi alla costituzione del Consorzio di tutela della “Castagna I.G.P. di Montella”.
L’obiettivo è salvaguardare uno dei prodotti di eccellenza della nostra Irpinia, promuovendolo a livello nazionale ed internazionale e preservandolo dalla concorrenza sleale”, precisa Rino Buonopane, Presidente del Gruppo di Azione Locale Irpinia Sannio.

Nonostante la Castagna di Montella sia stato il primo prodotto ortofrutticolo italiano a ricevere il marchio Doc nel 1987, e dopo 9 anni la IGP, “nessuno, nel corso degli anni passati, ha pensato di unire produttori, trasformatori e commercianti per costituire un Consorzio di tutela e chiederne il riconoscimento al Ministero delle politiche agricole e forestali”, aggiunge.

Il nuovo organismo potrebbe assolvere a molteplici attività che sono proprie dei consorzi: definire programmi recanti misure di carattere strutturale finalizzati al miglioramento qualitativo delle produzioni; avanzare proposte e svolgere compiti consultivi relativi al prodotto; collaborare, secondo le direttive impartite dal Mipaaf, alla vigilanza, alla tutela e alla salvaguardia della IGP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni e  uso improprio della denominazione tutelata. Il Consorzio, inoltre, potrebbe assolvere al ruolo fondamentale di gestore del marchio come segno distintivo della conformità ai disciplinari di produzione della IGP.  

Il settore castanicolo – prosegue il presidente del Gal Irpinia Sannio – ha attraversato e attraversa ancora oggi un periodo di grave crisi a causa del Cinipide galligeno. Solo quest’anno la diffusione di tale insetto ha avuto una parziale battuta d’arresto grazie anche agli interventi di tipo biologico. Tuttavia la filiera continua ad essere fortemente penalizzata, anche in ragione di un’agguerrita e sleale concorrenza italiana ed estera. E’ evidente che occorre reagire: da un lato coordinando ogni azione utile a ridimensionare la presenza del cinipide, favorendo quindi un aumento della produzione e dall’altro attivare, attraverso  un’unica cabina di regia, ogni iniziativa necessaria a garantire una maggiore tutela del nostro prodotto e una maggiore visibilità.”

Sono lontani i tempi in cui la provincia di Avellino rappresentava il 25% della produzione castanicola nazionale e nel distretto avellinese vi era uno dei poli di trasformazione della castagna più grandi al mondo.
La nostra castagna, che viene definita “I.G.P di Montella”, è prodotta nel comprensorio che comprende i comuni di Volturara Irpina, Montemarano, Cassano Irpino, Nusco, Bagnoli Irpino e Montella. “Abbiamo già interpellato tanti operatori della filiera e le associazioni di categoria che, insieme ad un comitato scientifico di livello universitario, enti di ricerca e gli stessi comuni interessati, dovranno essere le colonne portanti del futuro Consorzio. Auspichiamo – chiude Buonopane – che le istituzioni regionali ci sostengano sulla scia dell’ottimo lavoro già fatto dal Presidente Commissione Agricoltura, Maurizio Petracca, per la costituzione del Consorzio di tutela dei vini d’Irpinia.”

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