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Pietrelcina accoglie il progetto “Art Soul” verso il 2022 con le residenze artistiche

Pietrelcina accoglie il progetto “Art Soul” verso il 2022 con le residenze artistiche

4 Febbraio 2021 | by Maresa Calzone
Pietrelcina accoglie il progetto “Art Soul” verso il 2022 con le residenze artistiche
Attualità
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E’ possibile far rivivere l’anima del Rinascimento in Italia e nel mondo? Far reincontrare arte contemporanea, spazio pubblico, spiritualità? E farlo non dalle capitali riconosciute dell’arte e dell’economia italiana, ma dal cuore del Paese: quello più sperduto, che si sta spopolando, dall’Appennino d’Italia, l’area interna dello stivale che non ha più ragioni di esistere al momento, e da cui i giovani scappano via. Sono una serie di interrogativi complessi a cui si trovano di fronte da anni sia il mondo dell’arte sia la classe politica italiana che amministra le aree interne del nostro Paese. Una sfida da far tremare i polsi a chiunque, figurarsi a degli intellettuali. Ma è una sfida che è stata raccolta a Pietrelcina, il paesino natale di Padre Pio, nel cuore più genuino del Sannio e d’Italia, con il progetto «Art Soul», Arte/Anima, ideato da Luigi Ferraiuolo, che punta a far ritornare un unico mondo Spiritualità, arte contemporanea e spazio pubblico, offrendo alle aree interne italiane una nuova ragione d’essere per impegnarsi nelle proprie terre. Non a caso nella vicina Benevento il vescovo Felice Accrocca ha lanciato il manifesto nazionale per le aree interne. E qualche tempo fa ha guidato la delegazione di pastori diocesani delle aree interne che hanno incontrato Conte. «Assistiamo a un progressivo decremento di popolazione – ha spiegato Accrocca – i giovani vanno via perchè non c’è lavoro, non ci sono speranze, sentiamo di dover resistere e invertire il senso».

Il progetto

Il progetto è semplice, nonostante la complessità: una commissione d’arte contemporanea composta dai maggiori esperti italiani di rilievo internazionale, sceglierà ogni anno un artista che realizzerà un’opera da installare a Pietrelcina. Ogni anno le opere si depositeranno nel paesino di San Pio, come strati di varie ere geologiche, diventando un museo all’aperto da visitare, ma anche una sfida a coniugare lo spazio pubblico con la spiritualità e l’arte contemporanea. E le opere diventeranno anche un nuovo alfabeto di base per riunire i fili che si sono divisi anni fa tra la gente comune e gli artisti e i committenti d’arte. Uno dei motivi principali per cui l’arte non fiorisce più in Italia. «La nostra idea è quella di offrire al paese natale di San Pio la possibilità di diventare il luogo dove nel ventunesimo secolo – spiega Luigi Ferraiuolo, ideatore del progetto – l’arte si unifica nel tentativo di rifare del nostro Paese anche per i secoli a venire il più bel museo a cielo aperto del mondo. L’esperienza di Pietrelcina deve diventare infatti contagiosa e trasformare tutta l’Italia di nuovo in un laboratorio d’arte. Nello stesso tempo ci offriamo come incubatore creativo partendo dalla tradizione e dal digitale. Le installazioni d’arte sono una strada per offrire ai nostri giovani la possibilità di non scappare via. C’è un mondo intero di nuovi e vecchi lavori che si accompagnano all’arte. Un percorso che inseguiremo con gli atelier d’arte. Cerchiamo anche sostenitori che credano nella nostra follia».

La Commissione

La commissione, presieduta da Vincenzo Trione, professore ordinario di Arte e media all’Università IULM di Milano, tra i maggiori critici d’arte italiani, è composta da: Gianfranco Maraniello, ex direttore del «Mart»; Margherita Guccione, direttore generale per la creatività del Mibact; Laura Valente, presidente del museo «Madre» di Napoli; Massimo Donà, professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università San Raffaele di Milano; Gianluca Peluffo, architetto fondatore dello Studio Peluffo & Partners ricercatore all’Università Kore di Enna; il dottor Giancarlo Paga, consigliere comunale rappresentante di Pietrelcina; monsignor Felice Accrocca, Vescovo di Benevento; Luigi Ferraiuolo, giornalista e ideatore del progetto; e Anna Luigi De Simone, professore associato di Cinema, fotografia e televisione all’Università IULM di Milano, segretario della Commissione.

«Spiritualità, arte contemporanea e spazio pubblico. Questo triangolo negli ultimi cinquant’anni è venuto meno. Cominciare a parlarne e discuterne partendo da un luogo di grande importanza religiosa e visibilità, non solo nazionale, come Pietrelcina, incontaminato luogo natale di San Pio  ma anche cuore dell’Italia interna, non è solo un’occasione, è un’opportunità̀ per riannodare i fili di questa fruttuosa relazione che nei secoli passati ha dato tanto al nostro Paese e al mondo in termini di bellezza e arte e cultura in generale. (Spiega Vincenzo Trione, preside della Facoltà di Arti e turismo alla IULM e presidente della Scuola dei beni e delle attività culturali del Ministero dei Beni Culturali ) che prosegue: la nostra commissione e il progetto di arte che porta avanti sono proprio il primo momento di un discorso concreto che prova a ripartire dall’Italia che non ti aspetti».

Il progetto prevede che dal 2022 l’opera d’arte sia accompagnata da residenze per artisti e atelier nel borgo antico di Pietrelcina, in modo da incentivare l’area anche come incubatore artistico. Con uno spazio dedicato alle nuove professioni come gli sviluppatori di videogiochi, programmi, sceneggiatori e registi.

Il Tema del Progetto

Il tema su cui si confronteranno gli artisti scelti dalla commissione è quello dei «Migranti», un tema individuato dall’Amministrazione comunale per legare idealmente Lampedusa, porta d’Europa, con Pietrelcina, porta dell’Anima.

«Il nostro tentativo – spiega Domenico Masone, il primo cittadino dell’ameno borgo sannita, un vero e proprio Pietrelcinashire – è quello di costruire un legame tra spiritualità e arte, nel segno più puro di quello che accadeva a Roma in pieno Rinascimento. Una gara per la Bellezza, che noi vogliamo ospitare». Tra i partner del progetto Soul, in continuo aumento, ci sarà anche la Bper, da sempre vicina all’arte, che sosterrà in particolare il documentario che racconterà la genesi dell’opera, la sua installazione, la prima edizione del progetto. «Il nostro obiettivo – spiega Lorena De Vita di Bper – è quello di accompagnare le attività creative che da un lato si preannunciano cariche di contenuti altamente creativi, come Art Soul, e dall’altro di favorire un nuovo orizzonte di speranza per tutte le zone interne italiane». E sostiene Art Soul anche il Premio Buone Notizie, che ha scelto l’idea per la valenza sociale: la volontà di combattere lo spopolamento delle zone interne d’Italia. “Art Soul” è presente sui maggiori social media. La scelta dell’artista vincitore dovrebbe arrivare nelle prossime settimane: la commissione ha lavorato anche durante le feste natalizie. L’attività è partita all’inizio dell’estate.

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