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Biodigestore di Chianche, Popoli a D’Alessio: collocazione che mette a rischio la realizzazione di un impianto necessario

Biodigestore di Chianche, Popoli a D’Alessio: collocazione che mette a rischio la realizzazione di un impianto necessario

30 Marzo 2022 | by Redazione Av
Biodigestore di Chianche, Popoli a D’Alessio: collocazione che mette a rischio la realizzazione di un impianto necessario
Attualità
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Il portavoce del coordinamento “Nessuno tocchi l’Irpinia”, Ranieri Popoli, scrive al neo presidente dell’Ato rifiuti di Avellino, Vittorio D’Alessio, sulla questione del biodigestore di Chianche.

Gentile Presidente,
la Sua recente elezione, contestuale al rinnovo del Consiglio d’Ambito, al vertice dell’ “A.T.O. Rifiuti” Avellino, segna un nuovo inizio per l’importante Ente che si occupa della delicata materia del ciclo integrato del trattamento dei rifiuti nella nostra provincia. Non si tratta solo di competenze strettamente operative e gestionali ma della più generale politica ambientale dei nostri territori ai quali occorre assicurare dei servizi fondamentali di cittadinanza in un contesto di sostenibilità e partecipazione democratica.
Questo Coordinamento è una delle poche esperienze unitarie di questa regione che vede raccolti Comuni, Enti territoriali, imprese della filiera vitivinicola, esperienze associative di rilievo provinciale e nazionale, organizzazioni sindacali e di categoria, e si è posto l’obiettivo di concorrere a favorire la migliore e corrispondente soluzione alla questione impiantistica nell’ambito del ciclo integrato dei rifiuti.
Le ragioni della nostra civile e partecipata opposizione all’individuazione del sito di Chianche per ospitare un biodigestore sono state ampiamente rappresentate e documentate in questi lunghi e intensi cinque anni di impegno. Esse non hanno mai riguardato la logica di retroguardia del “no nel mio giardino” o presunti interessi lobbistici campanilistici o di categorie produttive, ma più semplicemente la difesa dei principi del sacrosanto diritto di democrazia territoriale che non sono stati mai rispettati nel travagliato iter procedurale amministrativo e istituzionale.
Noi, e abbiamo ragione di credere una consistente parte dell’opinione pubblica provinciale, riteniamo profondamente sbagliata quella individuazione che oltre al metodo lede anche gli incontestabili interessi per una vocazione enoturistica e di sviluppo agro-produttivo di un’area di pregio di rilievo nazionale, qual è quella del “Greco di Tufo” D.O.C.G., nonché la normativa urbanistica che ne regolamenta l’attuazione territoriale.
Il Comune di Chianche imperterrito sta procedendo nel suo programma burocratico incurante della sentenza del T.AR. Campania che ha dato ragione ai comuni ricorrenti riconoscendo nelle motivazioni tutta una serie di argomentazioni che confermano l’improponibilità di quella localizzazione e degli altri ricorsi che Enti sovracomunali e associazioni di categoria di rilievo regionale hanno presentato.
Per questi motivi riteniamo doveroso chiederle un incontro ravvicinato con una nostra delegazione perché si possa rappresentare al meglio questa vertenza di civiltà e far comprendere che insistere su Chianche, per le ragioni innanzi sinteticamente esposte, vuol dire sottoporre a un rischio permanente di realizzazione il necessario secondo impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani in Irpinia.
Fiduciosi in suo riscontro, nel ringraziarla, cogliamo l’occasione per augurarle buon lavoro e salutarla cordialmente.

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