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Protesta nel carcere di Benevento, i sindacalisti: “Poco personale per sventare subito la rivolta”

Protesta nel carcere di Benevento, i sindacalisti: “Poco personale per sventare subito la rivolta”

21 Dicembre 2022 | by redazione Labtv
Protesta nel carcere di Benevento, i sindacalisti: “Poco personale per sventare subito la rivolta”
Attualità
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Le prime avvisaglie della rivolta di ieri nel carcere di BENEVENTO si sono avute verso le 17:25. Verso le 19:30 però è stata contenuta dalla Polizia Penitenziaria con l’ausilio di Carabinieri, Polizia di Stato eGuardia di Finanza intervenuti all’esterno delle mura del carcere per il controllo della situazione”. Lo riferisce, in una nota, Orlando Scocca, FP CGIL Campania per la Polizia Penitenziaria che fornisce ulteriori informazioni circa la rivolta scoppiata ieri pomeriggio nel carcere di BENEVENTO.

La rivolta ha interessato la quarta Sezione dei detenuti comuni – spiega il sindacalista – dove sono ristretti soprattutto persone con problemi di tossicodipendenza (gli altri della Sezione di ‘Alta Sicurezza’ non hanno partecipato) che hanno preso possesso della Sezione lanciando i suppellettili nel corridoio e danneggiando le celle. Il poco personale presente nel turno pomeridiano, non ha consentito il contenimento immediato del fenomeno.

I motivi dell’inizio della violenza sono da ricondurre a molteplici fattori: carenza di assistenza sanitaria, mancate perquisizioni per contenere il consumo di alcol all’interno del carcere, mancata riorganizzazione del lavoro da parte di un Direttore che rinvia il confronto con i Sindacati, carenza di personale di Polizia Penitenziaria”. “Per fortuna, – dice Scocca – non risultano feriti né tra i
poliziotti né tra le persone ristrette grazie soprattutto alla professionalità degli Agenti intervenuti che sono stati richiamati in servizio da casa e dai servizi di Traduzione rientranti dai servizi esterni”.

Scocca conferma che erano state allertate anche altre Forze di Polizia le quali sono intervenute con pattuglie dei Carabinieri, della Polizia di Stato e poco dopo della Guardia di Finanza le
quali, tutte insieme, hanno garantito il controllo esterno del penitenziario beneventano senza intervenire all’interno. Il sindacalista punta il dito sulle carenze: “Il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio su tre turni nel carcere di Benevento, ad oggi, è di 236 unità delle quali però 14, sono impiegate nel Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti. Mancano all’appello almeno altri 40 Agenti così come previsto da Decreto, soprattutto personale maschile, mentre il DAP continua ad inviare a BENEVENTO personale femminile che non presenta carenze”.

“Inoltre – aggiunge – non possiamo fare a meno di rappresentare che ormai è da più di un anno che cerchiamo di concludere i lavori che riguardano il protocollo d’Intesa locale per
l’organizzazione del lavoro, ma il direttore continua a rinviare gli incontri già fissati dallo stesso con le organizzazioni sindacali, tant’è che anche l’ultima convocazione di dicembre, è
stata rinviata a gennaio a data da destinarsi. Della situazione è stato sempre informato il Provveditore Regionale, la Dott.ssa Lucia Castellano che non è mai intervenuta per evitare questi
rinvii”.

Per Mirko Manna FP CGIL Nazionale per Polizia Penitenziaria: “La situazione è in gravi condizioni in parecchie carceri. L’attuale Governo sembra non essere ancora in grado di comprendere realmente le condizioni in cui versa l’amministrazione penitenziaria. Fino ad ora, oltre alle roboanti affermazioni in campagna elettorale e sull’euforia della vittoria alle elezioni,
sono arrivati solo ulteriori tagli dalla Legge Finanziaria”.

La rivolta – aggiungeTommaso De Lia, vicesegretario regionale dell’Asppe  – poteva sfociare in danni irreparabili, mettendo in serio pericolo l’incolumità di tutti ed è solo grazie al personale di Polizia Penitenziaria che si è evitato il peggio”.

Nella stessa nota il segretario regionale dell’Asppe Luigi Castaldo evidenzia, ancora una volta, il prolema del sovraffollamento dei penitenziari, della carenza di organico e i tagli alle risorse che rappresentano: “un mix esplosivo”.

Per il segretario generale dell’Asppe, Claudio Marcangeli, “urge un rinnovamento dell’ordinamento penitenziario e misure più restrittive per coloro che si rendono promotori di gravi eventi
critici come quello nel carcere di Benevento”

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