Il Sindaco di Benevento Mastella è irremovibile, come a suo tempo Catone il Censore che ad ogni discorso terminava sostenendo la necessità di distruggere Cartagine, nemica mortale degli interessi di Roma.
“La Scuola Torre deve essere demolita”, un concetto che il Primo Cittadino ha più volte espresso memore dei fatti del terremoto del Molise del 2002 . “Ho vissuto, nella mia carriera politica, il dramma di vedere bambini perire sotto le macerie di una scuola crollata sotto i colpi di un tremendo sisma. Ricorrerà a breve il 22esimo anniversario della strage di San Giuliano di Puglia: un atroce monito.” E qui torna a ribadire che mai consentirà, fin quando sarà Sindaco, che nella sua città si corra un rischio del genere.
Poi con estrema ostinazione rilancia. “Nessuna protesta di nessun comitato o pseudo-tale potrà indurmi a cambiare idea su questo punto perchè è evidente che la scuola Federico Torre sarà abbattuta per motivi di sicurezza: solo un folle può pensare ad altri motivi.” E a supporto della sua ferma intenzione Mastella cita la relazione tecnica ufficiale che è agli atti del Comune e dove si legge che a seguito del calcolo di verifica è stata indicata una classe di rischio alta ed un elevato grado di vulnerabilità del manufatto. Il verificatore strutturale ha addirittura concluso ritenendo più conveniente realizzare un intervento di sostituzione edilizia, con demolizione e ricostruzione in sito dell’edificio esistente, piuttosto che interventi locali di rinforzo delle numerose membrature non verificate, interventi sicuramente più costosi ed antieconomici.
“A fronte di tecnici che certificano un elevato grado di vulnerabilità del manufatto, in relazioni ufficiali, mai da Sindaco mi sognerei di mandare i ragazzi in una scuola che in caso di terremoto, in una città ad alto rischio sismico come Benevento, rischierebbe di crollare”, afferma Mastella. “Sarei responsabile moralmente e giuridicamente e questo nessuno può e deve chiedermelo. Quando esistono motivi di salvaguardia della vita umana non c’è altra ragione che tenga”.