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“Con l’azzardo non si gioca”: Libera denuncia il business mafioso del gioco

“Con l’azzardo non si gioca”: Libera denuncia il business mafioso del gioco

10 Novembre 2025 | by Redazione Bn
“Con l’azzardo non si gioca”: Libera denuncia il business mafioso del gioco
Attualità
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Con l’azzardo non si gioca.  È la prima drammatica riflessione che ci restituisce il Dossier 2025 sul gioco d’azzardo pubblicato dall’associazione Libera. Non si può più parlare di ludopatia, perché nulla ha che fare con la genuinità del gioco. Bisogna denunciare che si tratta di azzardopatia e di azzardomafie.
In Italia si giocano oltre 157 miliardi di euro all’anno, un fiume di denaro che attira anche gli interessi della criminalità organizzata. Secondo le analisi delle relazioni della DirezioneNazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, nel periodo 2010-2024 sono 147 i clan censiti che hanno operato nel settore – tra attività lecite e illecite – coinvolgendo 25 Procure Antimafia e 16 regioni.

Il gioco d’azzardo è uno dei settori più remunerativi per le mafie: riciclaggio di denaro,estorsioni e usura truffe allo Stato,investimenti con società “pulite.

La presenza mafiosa è diffusa in tutta Italia. A livello regionale è la Campania a guidare la classifica con 40 clan che hanno interessi nel gioco d’azzardo; segue la Calabria con 39clan e la Sicilia con 38 clan. Chiudono il Lazio (24) e la Puglia (22).

in testa ai beni confiscati del settore svettano sale gioco e scommesse: 70 aziende sul totale di 125 confiscate alle mafie nel comparto dell’intrattenimento.

Le conseguenze non sono solo economiche. Dietro ogni giocatore c’è una storia:
adolescenti che scommettono di nascosto, anziani che si giocano la pensione, famiglie che si spezzano nel silenzio.

Nessun territorio purtroppo si salva. Neanche il Sannio è immune, anzi da anni sconta la drammaticità dell’emergenza.

Occorre intervenire in modo organico, collettivo e politico. Non a caso il tema dell’azzardo è parte integrante del documento che il coordinamento di Libera Benevento ha sottoposto ai candidati Sanniti al consiglio regionale della Campania. Un tema, quello dell’azzardo, che non può restare fuori dalle aule della politica e di cui poco si sente parlare in questa campagna elettorale.

La risposta dello Stato è ancora insufficiente: norme frammentate e ambivalenti favoriscono l’espansione dell’offerta di gioco. Libera chiede un intervento strutturale: più poteri a Comuni e Regioni nel regolare l’azzardo, stop totale alla pubblicità del gioco d’azzardo, non ampliare l’offerta dei giochi, ripristinare l’Osservatorio nazionale su azzardo e dipendenze, più controlli e trasparenza nella filiera, bandi chiari e non proroghe delle concessioni.
Sul piano locale si necessita strutturare un gioco di squadra, sostenendo, accompagnando anche il percorso avviato dalla Caritas Diocesana di Benevento che trova piena sintonia con quanto da noi sollecitato.

Di azzordopatia ed azzardomafie bisogna parlarne in modo trasversale, in ogni circostanza, costruendo alleanze e percorsi educativi e di denunce.

IL dossier ancora una volta sottolinea come abbiamo bisogno di Comunità che Cambiano Comunità e di una politica coraggiosa da affrontare in modo serio e concreto una grande ipocrisia di Stato.

IL dossier rappresenta un lavoro di ricerca e di analisi molto preciso, andando in profondità trattando ben 14 punti in 100 pagine.

Azzardomafie è una chiamata alla responsabilità. Per non lasciare sole le persone e per contrastare un sistema che alimenta fragilità e illegalità, occorre un cambio di sguardo e di priorità: la vita prima del profitto.

In quest’ottica il Coordinamento di Libera Benevento presto metterà in luce dati ancor più dettagliati che riguardano la provincia sannita, il tutto tramite diverse iniziative in modo plurale e collettivo.

La difesa delle persone dall’azzardomania è l’unica scommessa che dobbiamo vincere tutti!!

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