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Forno crematorio a Pietradefusi, le aziende agricole dicono no: “Rischio per salute e produzioni”

Forno crematorio a Pietradefusi, le aziende agricole dicono no: “Rischio per salute e produzioni”

28 Gennaio 2026 | by Redazione Bn
Forno crematorio a Pietradefusi, le aziende agricole dicono no: “Rischio per salute e produzioni”
Attualità
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Dura presa di posizione delle aziende agricole e agroalimentari di Pietradefusi e delle aree rurali limitrofe contro l’ipotesi di realizzare un forno crematorio nella località Sant’Angelo a Cancelli. In una nota inviata alla Prefettura di Avellino e a numerose istituzioni, produttori e operatori del territorio chiedono lo stop immediato a ogni procedura autorizzativa, denunciando gravi rischi ambientali, sanitari ed economici:

“Le aziende agricole, olivicole, vitivinicole, ortofrutticole, agroalimentari e agrituristiche operanti nel territorio di Pietradefusi e nei comuni limitrofi hanno formalizzato la propria contrarietà all’installazione di un forno crematorio nella zona di Sant’Angelo a Cancelli, frazione del comune irpino.

In una dettagliata comunicazione indirizzata alla Prefettura di Avellino e, per conoscenza, alla Regione Campania, alla Provincia, agli enti sanitari e ambientali e ai sindaci delle aree interessate dalle produzioni DOCG e DOP, i firmatari evidenziano come l’area interessata sia caratterizzata da una forte vocazione agricola, paesaggistica e residenziale, basata su produzioni di qualità che trovano nella salubrità dell’ambiente il loro presupposto fondamentale.

Secondo le aziende, la localizzazione di un impianto crematorio in un contesto rurale di pregio rappresenterebbe una minaccia concreta per l’equilibrio ambientale e per la qualità delle produzioni agricole ed enogastronomiche, esponendo il territorio a emissioni potenzialmente impattanti come polveri sottili, ossidi di azoto, diossine, furani e metalli pesanti.

Viene inoltre sottolineato come, anche nel rispetto dei limiti normativi, la presenza di un forno crematorio possa generare legittime preoccupazioni per la salute pubblica e compromettere l’immagine del territorio, con ricadute negative sulle certificazioni di qualità, sull’attrattività turistica e sul valore commerciale dei prodotti locali.

Le aziende parlano di un rischio non solo ambientale e sanitario, ma anche economico e sociale, in un’area già messa a dura prova da cambiamenti climatici, difficoltà di mercato e dalla necessità di mantenere standard produttivi elevatissimi.

Pur riconoscendo l’importanza dei servizi cimiteriali, i firmatari chiedono che eventuali impianti di questo tipo vengano collocati in aree realmente compatibili sotto il profilo ambientale e urbanistico. Da qui la richiesta formale di sospendere e bloccare ogni iter autorizzativo in corso e di orientare le scelte pianificatorie verso soluzioni alternative coerenti con la vocazione agricola e residenziale del territorio.

La nota resta aperta alla sottoscrizione di aziende, associazioni e cittadini e si conclude con un appello alle istituzioni affinché tutelino la salute della popolazione, le attività produttive e il patrimonio rurale, nel rispetto dei principi di prevenzione, sostenibilità e corretta pianificazione territoriale.”

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