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Venticano: rilanciare l’olivicoltura di collina tra innovazione, tutela del territorio e nuove opportunità di sviluppo

Venticano: rilanciare l’olivicoltura di collina tra innovazione, tutela del territorio e nuove opportunità di sviluppo

25 Aprile 2026 | by Redazione Bn
Venticano: rilanciare l’olivicoltura di collina tra innovazione, tutela del territorio e nuove opportunità di sviluppo
Attualità
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Si è svolto questa mattina, alle ore 10.00, presso il Quartiere Fieristico di Venticano, nell’ambito della 47ª edizione della storica Fiera Campionaria di Venticano, il convegno  dedicato al tema “L’agricoltura di collina: un patrimonio da salvaguardare”, con particolare attenzione al comparto olivicolo e alle prospettive dell’olivicoltura irpina e campana. All’incontro hanno preso parte Stefano Di Marzo, commissario di CIA Campania, e Francesco Castelluccio, responsabile tecnico di CIA Campania. Le conclusioni sono state affidate all’Assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca. Nel corso dei lavori, Francesco Petitto, presidente di AIPO Avellino, ha evidenziato come l’olivicoltura rappresenti oggi uno dei settori agricoli con maggiori prospettive di crescita, grazie alla domanda crescente di oli extravergini di qualità. Petitto ha sottolineato il valore strategico dell’olivicoltura di collina irpina, custode di eccellenze come la Ravece e la DOP Irpinia-Colline dell’Ufita, indicando nell’oleoturismo una concreta opportunità di sviluppo per le aree interne. Francesco Castelluccio ha illustrato i numeri del comparto regionale: in Campania la filiera olivicola conta oltre 68 mila ettari coltivati e circa 90 mila aziende coinvolte, con una produzione di grande qualità orientata all’olio extravergine di oliva. La provincia di Avellino rappresenta il 13% della superficie regionale, con oltre 8.100 ettari, e si distingue per due importanti riconoscimenti: la DOP Irpinia Colline dell’Ufita e la nuova IGP Olio Campania. Castelluccio ha inoltre ricordato che il valore della produzione olivicola campana ha raggiunto circa 82 milioni di euro, contribuendo per il 6,3% al valore nazionale del settore. Tuttavia, il dato più significativo resta quello relativo all’età degli impianti: oltre il 61% degli oliveti campani ha più di 50 anni, segnale di un sistema fortemente legato alla tradizione ma che necessita oggi di innovazione, ammodernamento e investimenti. CIA Campania ha ribadito il proprio impegno a sostegno del Piano Olivicolo Regionale, considerato uno strumento decisivo per accompagnare il comparto verso una maggiore competitività, attraverso il rinnovo degli impianti, la modernizzazione dei frantoi, la meccanizzazione e la digitalizzazione delle aziende agricole. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla valorizzazione del paesaggio rurale e alla tutela degli oliveti storici delle aree collinari, fondamentali non solo dal punto di vista produttivo ma anche ambientale, culturale e turistico. In questa direzione si inserisce anche la legge regionale sull’oleoturismo, sostenuta da CIA Campania, che punta a trasformare le aziende agricole in attrattori territoriali.In chiusura, il commissario di CIA Campania Stefano Di Marzo ha lanciato un appello alla Regione: “La Campania rischia di perdere uno dei simboli più rappresentativi della propria agricoltura, l’olivicoltura. Tra impianti obsoleti, cambiamenti climatici e crescente concorrenza internazionale, servono subito innovazione e investimenti concreti per garantire un futuro nuovo e sostenibile al comparto”.L’iniziativa ha confermato ancora una volta la centralità della Fiera Campionaria di Venticano, da 47 anni punto di riferimento per il mondo agricolo e produttivo della Campania.

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