Una situazione kafkiana, un rimbalzo di responsabilità che va avanti da dicembre, una impasse che rischia di paralizzare il tpl beneventano e la sorte degli 87 lavoratori che combattono ormai quotidianamente con il loro futuro assai poco garantito e la quotidianità fatta di un lavoro difficile, a bordo di mezzi indecenti, molti, non manutenuti alcuni sebbene nuovi di fabbricazione. Trotta appare inflessibile; con i quindici “ammuntinati”, che rientrarono dopo avere constatato che quei bus non erano sicuri, adotta la mano pesante: sospensione cautelativa e la possibilità di adire a vie legali e fors’anche a forme più estreme di coercizione. Il Comune fa sapere che tutto si sistemerà. Ambrosone, dopo l’ultima infruttuosa riunione in Prefettura, ha assicurato che si cercherà di convincere Trotta a recedere dalle sue intenzioni e di garantire il passaggio ad Air anche senza il concorso dell’azienda laziale. Si ma come, in che modo? Molto ce lo dirà la prossima riunione a Napoli ma ancora oggi noi non sappiamo cosa impedisca la naturale conclusione di questo passaggio. Proviamo a capirla.
Partiamo dal 16 aprile quando Air in un documento inviato a Trotta a firma del Direttore Generale Acconcia ed esteso per conoscenza al Vicepresidente della Regione Campania, al Sindaco Mastella, al Prefetto di Benevento e alle Organizzazioni sindacali, elenca 11 punti legati alla documentazione non ancora ricevuta da Trotta reiterando anche la consegna del Matricolare, vale a dire il documento che traccia la carriera del personale e che, sostiene Air essere indispensabile “anche in ragione delle anomalie riscontrate tra le buste paga, la dataroom ricevuta e la declaratoria contrattuale”, si legge nel documento. Questo sostiene Air in data 16 aprile. Ci sono quindi, ad avviso della società che prenderà in gestione il tpl regionale, quelle che ritiene “anomalie in busta paga”. Di che genere? Non è dato sapere.
Trotta replica il 21 aprile sostenendo di avere sempre adempiuto con il massimo scrupolo al fine di agevolare il “passaggio di consegne” e rigetta “qualsivoglia atto di diffida, e/o messa in mora ad essa indirizzata”. Ribadisce di avere adempiuto alla trasmissione dei dati identificativi del personale “con i dati e le indicazioni necessarie indispensabili per il calcolo del costo del lavoro del personale oggetto di trasferimento”. Trotta però oppone che “non sussistono i presupporti e le condizioni previsti dall’art. 2112 c.c. poiché non trattandosi di trasferimento di azienda, tutti i rapporti di assistenza previdenziali e sociale hanno bisogno del supporto di domande ex novo, come l’iscrizione ai fondi complementari, assicurazioni, finanziamenti e cessioni del quinto, con nuova ratifica del nuovo titolare del rapporto di lavoro” e ritiene di non comprenderne la richiesta.
Trotta ne fa una questione di privacy dei dati sensibili e cita i limiti precisi stabiliti dal GDPR, la normativa europea in vigore dal 25 maggio 2018 che disciplina la protezione dei dati personali delle persone fisiche. In sostanza su questo punto si arenano i negoziati.
La replica di Air del 30 aprile pomeriggio sostanzialmente è una presa d’atto della non reperibilità dei dati matricolari e la “indisponibilità della documentazione richiesta”, recita il documento. Air quindi decide di proseguire “alla elaborazione di un piano operativo dei servizi che prevederà, ai fini dell’assegnazione di uno specifico parametro di anzianità e di carriera professionale, l’applicazione di quello attualmente posseduto per gli operatori di esercizio e/o l’attribuzione del livello minimo di ingresso per le altre qualifiche professionali”.
Livello minimo di ingresso potrebbe voler significare abbassamento dei salari? Potrebbe accadere che per salvare i posti di lavoro per molti ma non per tutti si addivenga anche ad una soluzione del genere? Perchè Trotta mostra così tanta riluttanza? In questo momento così caotico per la città, dove tutto sembra essere messo in discussione, qualche massiccia dose di chiarezza sarebbe auspicabile e in primis da Trotta che invece non risponde alle domande.