Al Comune di Benevento la presentazione della relazione annuale sui detenuti della provincia di Benevento, illustrata dal garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello.
Nel corso dell’incontro sono emersi dati preoccupanti sulla situazione carceraria sannita, a partire dal grave problema del sovraffollamento nella casa circondariale di Benevento. Attualmente i detenuti presenti sono 397, con un tasso di sovraffollamento pari al 160,08 per cento, una condizione che continua a incidere negativamente sulla qualità della vita all’interno dell’istituto e sulle condizioni lavorative del personale penitenziario.
La relazione evidenzia inoltre la presenza di 45 detenuti stranieri e di 57 detenuti tossicodipendenti, dei quali soltanto 11 risultano inseriti in programmi di trattamento. Numeri che, secondo Ciambriello, confermano la necessità di rafforzare le attività di recupero e assistenza sanitaria all’interno degli istituti penitenziari della provincia.
Particolare attenzione è stata dedicata anche all’istituto penale minorile di Airola, dove sono presenti 60 ragazzi: 48 minorenni e 12 giovani adulti. Una realtà delicata, nella quale – è stato sottolineato – occorre investire maggiormente in formazione, inclusione sociale e percorsi educativi per evitare il rischio di recidiva.
Nel corso della presentazione il garante ha richiamato anche i dati nazionali sugli eventi critici avvenuti nelle carceri italiane. Dall’inizio dell’anno si registrano 76 suicidi nelle strutture penitenziarie italiane, un dato definito “drammatico” e sintomo di un sistema sempre più in sofferenza.
Per quanto riguarda il carcere di Benevento, la relazione segnala 34 episodi di autolesionismo, 13 tentativi di suicidio e un suicidio consumato. Numeri che riaccendono il dibattito sulle condizioni psicologiche dei detenuti e sull’assistenza sanitaria nelle carceri.
Duro l’attacco rivolto all’ASL Benevento per le carenze nel settore della salute mentale. Ciambriello ha denunciato la mancanza di psicologi, infermieri e personale sanitario specializzato, sottolineando come il disagio psichico nelle carceri campane sia ormai un’emergenza strutturale. In tutta la Campania, infatti, cresce il numero dei detenuti con fragilità psichiatriche, mentre gli organici risultano insufficienti a garantire assistenza continua e adeguata.
Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere regionale Fernando Errico, che ha posto l’attenzione sulla situazione carceraria nel Sannio, annunciando l’impegno a portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale della Campania. Errico ha evidenziato la necessità di maggiori risorse per il sistema penitenziario sannita, soprattutto sul fronte dell’assistenza sanitaria, del personale e dei percorsi di recupero sociale.
Nel suo intervento il garante ha infine posto l’attenzione sul tema del reinserimento lavorativo dopo la detenzione. Tra le esperienze positive citate, quella che coinvolge alcuni detenuti impiegati nei lavori legati alle ferrovie ad Alta Capacità, progetto considerato un modello concreto di inclusione sociale e di preparazione al ritorno nella società attraverso il lavoro.
“La pena deve tendere al recupero della persona e non può trasformarsi in abbandono”, è stato ribadito durante l’incontro, che ha rilanciato la necessità di interventi urgenti sul sistema penitenziario campano e nazionale.