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Sannio Acque, Mastella spinge: “a metà giugno il Consiglio per l’adesione”

Sannio Acque, Mastella spinge: “a metà giugno il Consiglio per l’adesione”

1 Giugno 2026 | by Enzo Colarusso
Sannio Acque, Mastella spinge: “a metà giugno il Consiglio per l’adesione”
Attualità
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Mastella ci riprova e annuncia che per la metà di giugno porterà la delibera di adesione del Comune di Benevento alla costituenda Sannio Acque e mettere la parola fine ad una vicenda oramai annosa che attraversa il panorama politico beneventano. Per Mastella la formula pubblico-privata è l’unica capace di sostenere gli enormi costi di gestione garantendo da un lato il controllo pubblico, e dall’altro il know-how di primari operatori privati del settore.

Operatore privato che sarà Acea il cui obiettivo è quello di rientrare nel pesante esborso economico messo a disposizione, circa 50  mln di euro, per colmre i buchi di Gesesa che in questo modo uscirebbe di scena in modo definitvo. “Una gestione interamente pubblica nella situazione data, da me ereditata, è semplicemente impossibile”, afferma il sindaco di Benevento, che deve però fare i conti non solo con i comitati, tipo Acqua Bene Comune, che ritengono sia questo il viatico per la privatizzazione futura ma anche con il tenace ostracismo della Corte dei Conti regionale che ha posto e continua a porre problemi di poca chiarezza sulla reale convenienza economica e sulla sostenibilità finanziaria dell’operazione per gli enti locali e ribadendo che i cittadini debbano essere consultati sui vantaggi e i rischi prima che i consigli comunali deliberino l’adesione. E a nulla sono valsi finora i tentativi di trovare una via d’uscita con i magistrati contabili  

Come se ne uscirà da questo cul de sac? Probabilmente forzando la mano. Dalla sua Mastella ha anche il via libera del Governo regionale che sui territori ha dato il proprio benestare alla formula mista mentre per la grande adduzione mantiene il punto della pubblicità assoluta dell’acqua tenendo fede però al proprio dettato idelogico ed elettorale ma nella pratica obbedendo a regole di realpolitik che spingono per soluzioni diverse per tenere insieme una maggioranza che si è sempre espressa per l’ingresso dei privati.

 

 

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