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“Grazie, Giannone: cinque anni che hanno formato una persona, non solo una studentessa”. La lettera di una madre al Liceo Classico di Benevento

“Grazie, Giannone: cinque anni che hanno formato una persona, non solo una studentessa”. La lettera di una madre al Liceo Classico di Benevento

4 Luglio 2026 | by Redazione Bn
“Grazie, Giannone: cinque anni che hanno formato una persona, non solo una studentessa”. La lettera di una madre al Liceo Classico di Benevento
Attualità
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“Ci sono luoghi in cui il tempo non scorre, si posa. E diventa memoria”. È con queste parole che Francesca D’Alessandro, madre di una studentessa diplomata nell’anno scolastico 2025-2026, ha voluto rivolgere una lettera aperta al Liceo Classico “Pietro Giannone” di Benevento.

 

Un ringraziamento che va oltre i voti e i diplomi, per raccontare cinque anni vissuti come “un gradino verso una forma più alta di sé”. Cinque anni in cui, scrive, la figlia “ha varcato questa soglia come si entra in un luogo che ci precede: un luogo in cui le parole hanno peso, il pensiero mette radici e la conoscenza non è un traguardo, ma un’origine”.

 

Nella lettera la madre ripercorre il cammino della figlia tra banchi e aule, descrivendo come ogni disciplina abbia lasciato un’impronta precisa: la filosofia come “un respiro che allarga il mondo”, il greco come “una fenditura luminosa” e il latino come “una struttura capace di sostenere e affinare il pensiero”.

 

Al centro del ringraziamento i docenti che hanno accompagnato il percorso. Un grazie particolare va alla professoressa Anna Aversano per il greco, a Natalia Cosentini per latino e greco, a Massimiliano Calabrese per l’italiano, a Nicola Sguera per la filosofia, a Donato Barone per la matematica, a Rossella Gargano per l’inglese, ad Adele Carletti per le scienze, a Mario Verrusio per l’educazione civica, a Giampiero Cuordoro per l’educazione fisica, a Corrado Gnerre per la religione e a Francesco Morante per l’attenzione alla bellezza.

 

Un pensiero speciale è riservato alla Dirigente scolastica Teresa De Vito, descritta come “presenza vigile e discreta, custode di un equilibrio che si vede e si sente. Una guida che orienta senza imporre, sostiene senza sovrastare”.

 

“Il Giannone non è soltanto una scuola… È un luogo in cui si ‘impara a diventare’”, conclude la madre. “E questo, per una madre, vale più di qualsiasi voto, di qualsiasi esame, di qualsiasi diploma”.

 

Una testimonianza che restituisce il volto di una scuola che, al di là dei programmi, forma persone.

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