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Montefredane| Presidio Novolegno, Fiordellisi: istituzioni e politici latitanti

Montefredane| Presidio Novolegno, Fiordellisi: istituzioni e politici latitanti

25 Gennaio 2020 | by Redazione Av
Montefredane| Presidio Novolegno, Fiordellisi: istituzioni e politici latitanti
Lavoro e Sindacati
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Solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori della Novolegno e al sindaco di  Montefredane sono arrivati dalla giunta del Comune di Torella dei Lombardi, dal consigliere del Comune di Avellino Amalio Santoro del gruppo “SiPuó”, dal dottore Franco Mazza, portavoce dell’associazione “Salviamo la Valle del Sabato” e referente dell’Isde – Medici per l’Ambiente, dal segretario del Prc Tony Della Pia, dal dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Don Lorenzo Milano” Vincenzo Serpico e dal responsabile delle comunicazione del Pcl Giovanni Ferraro. Intanto, mentre è appena trascorsa la nona notte di presidio di una delegazione di operai che hanno occupato la sala consiliare del Comune di Montefredane, arriva la notizia che la giunta della Regione Campania ha formalizzato la richiesta al MISE, sottoscritta anche dalla presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, di un tavolo di concertazione per ottenere un altro anno di cassa integrazione e, parallelamente, proporre un progetto per la riconversione dello stabilimento di Arcella in un polo del riciclo. A questi primi passi in avanti si aggiungono le richieste di informativa inviate al Ministro Patuanelli da parte di Fdi, l’ex parlamentare Pd Luigi Famiglietti e le Sardine Irpine. Latitanti, finora, invece, il  resto, dei politici e dei rappresentanti istituzionali della provincia di Avellino.
“L’individualismo del ‘tanto no tocca a me oppure che ‘è la questione di un  altro comune’ – commenta il segretario generale della Cgil di Avellino, Franco Fiordellisi – non ci porta da nessuna parte! Continuiamo a chiedere, a tutte le Istituzioni, di attivarsi per un tavolo al Mise, così da verificare un Piano Industriale alternativo a quello del Gruppo Fantoni che vuole dismettere e  licenziare 117 lavoratori. L’occupazione della sala consiliare di Montefredane è per rimetterci a lavoro. La prosecuzione del presidio a oltranza, i lavoratori con le Rappresentanze Sindacali Unitarie e sindacati è fondamentale per aprire un tavolo utile. Non ci stancheremo mai di dirlo: chiediamo e vogliamo rispetto, dal Gruppo Fantoni e dalle istituzioni. I lavoratori puntano ad un piano di riconversione con il  risanamento di tutta l’area, come chiedono anche le associazioni ambientaliste. Questo è anche un nostro obiettivo per avere lavoro, sviluppo e tutela dell’ambientale.  Come detto in premessa alcune istituzioni ci stanno dando solidarietà, altre così come i politici sono latitanti, lo ricorderemo.  Non si possono lasciare soli 117 lavoratori e la comunità di Montefredane a ‘combattere’ contro il Gruppo Fantoni”.

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