Sembra emergere qualche segnale di movimento nell’inchiesta che coinvolge Gennaro Santamaria, in carcere dal 30 marzo con l’accusa di concussione. Finora il quadro appariva sostanzialmente fermo, con l’ex dirigente comunale chiuso nel silenzio e nelle sue verità. Oggi, però, qualcosa sembra cambiare: non tanto nelle dichiarazioni ufficiali, quanto nei fatti e nei segnali che filtrano dall’esterno del carcere.
Dopo oltre due ore di attesa, all’uscita dell’istituto penitenziario abbiamo intercettato entrambi i legali di Santamaria, gli avvocati Antonio Di Santo e Andrea De Longis senior, che si sono mostrati “abbottonatissimi” ciononostante le due ore trascorse all’interno del penitenziario beneventano fanno ritenere più che probabile che qualcosa sia cambiato nell’atteggiamento di chiusura di Santamaria, che l’ex dirigente abbia cominciato a rendere la sua versione dei fatti agli investigatori.
Intanto, è previsto per domani il conferimento dell’incarico al consulente informatico Lorenzo Laurato che si occuperà della copia forense dei dispositivi elettronici dell’indagato, in particolare telefono cellulare e iPad. Si tratta di accertamenti irripetibili, ritenuti fondamentali per chiarire i contorni della vicenda e acquisire eventuali elementi utili allo sviluppo dell’inchiesta.