Nel corso dell’ultimo decennio, il Museo ARCOS ha consolidato una linea curatoriale attenta alla produzione artistica legata al territorio e alla sua stratificazione storica, intrecciando le ricerche individuali con le tensioni culturali e sociali del presente. In questa prospettiva si inserisce In un tempo liquido, la mostra dedicata a Italo Mustone e curata da Francesco Creta, nata dall’esigenza di mettere in relazione un percorso coerente e stratificato con alcune delle questioni più urgenti della contemporaneità.
Originario di Trevico e da anni attivo in ambito urbano, Mustone ha progressivamente abbandonato ogni intento descrittivo per orientare il proprio lavoro verso una riflessione silenziosa e radicale sulla condizione umana contemporanea. Una riflessione che non si affida alla narrazione, ma alla forma, alla reiterazione del segno, alla tensione costante tra presenza e dissolvenza.
Al centro della sua ricerca non vi è il corpo come identità riconoscibile. Le figure che abitano le sue opere sono silhouette in trasformazione, presenze ridotte all’essenziale, ombre che si addensano e si rarefanno. L’attenzione al rapporto tra luce e buio attraversa la sua produzione fin dagli esordi, maturata durante gli studi di fotografia in Accademia sotto la guida di Mimmo Jodice, figura centrale del Novecento campano. Da quell’esperienza prende forma un linguaggio che progressivamente riduce la figura a segno: inizialmente ombra di paesaggi naturali o urbani, poi sempre più concentrata sulla dimensione umana, fino a trasformarsi in massa, flusso, onda — quasi un quinto elemento naturale.
Le presenze che popolano le superfici pittoriche non hanno volto né individualità: si accumulano come tracce di un paesaggio umano mai definitivamente risolto. Attraverso la ripetizione, l’umano perde consistenza e si trasforma in modulo, densità, ritmo visivo. Le figure emergono su fondi neutri e sospesi, che le trattengono senza offrire loro un vero luogo. In questo spazio controllato affiorano, in modo implicito, temi come la massificazione, la spersonalizzazione, la trasformazione forzata degli spazi urbani e il movimento incessante di masse costrette a migrare.
Il “tempo liquido” evocato dal titolo — in dialogo con la riflessione di Zygmunt Bauman sulla modernità liquida — non è soltanto una condizione sociale, ma anche una dimensione percettiva. L’ombra, nelle opere di Mustone, appare sempre sul punto di confondersi con il fondo, di dissolversi, di cessare ogni resistenza. È in questa soglia instabile che si colloca la forza del suo lavoro: una pittura che agisce per sottrazione, che concentra invece di enfatizzare.
La mostra intende valorizzare una ricerca matura e coerente, capace di attraversare il presente senza cedere a dinamiche effimere o modaiole. Un percorso che nel tempo ha costruito una propria autonoma dimensione comunicativa, offrendo allo spettatore non un’immediata identificazione, ma uno spazio di attraversamento e sospensione.
In un tempo liquido è dunque un omaggio a un artista che ha scelto la pittura come forma di resistenza e la coerenza come metodo, restituendo alla pittura la sua capacità di interrogare, in silenzio, le dinamiche più profonde della contemporaneità.
Informazioni
Titolo mostra: In un tempo liquido. Italo Mustone
Artista: Italo Mustone
Curatore: Francesco Creta
Sede: Museo Arcos, Benevento
Periodo: 7 marzo – 6 aprile 2026
Vernissage: 7 marzo 2026, ore 11,00
Orari di apertura: da martedì a domenica 10,00/18,30
Ingresso: gratuito
Museo Arcos – Benevento