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Primarie Pd, l’appello di Raffaele Del Vecchio

Primarie Pd, l’appello di Raffaele Del Vecchio

5 Marzo 2016 | by Enzo Colarusso
Primarie Pd, l’appello di Raffaele Del Vecchio
Politica
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Di seguito i tratti salienti dell’appello al voto del candidato Raffaele Del Vecchio.

“Con le primarie, il Partito Democratico ha affidato ai cittadini di Benevento la scelta del proprio candidato sindaco. Siamo i soli ad averlo fatto; siamo i soli a poterlo fare. Perché siamo gli unici a conservare un legame continuo e costante con la città. Un legame che vive trecentosessantacinque giorni all’anno. È questo che ci differenzia da chiunque altro, che ci dà la forza e il coraggio per sottoporci sempre al giudizio delle comunità in cui
viviamo. C’è chi paventa con insistenza “ingorghi” e disagi ai seggi. Sembra quasi augurarseli. Io sono convinto che gli elettori non si lasceranno scoraggiare: chi tenta di demotivare la partecipazione, in fondo, teme il giudizio dei cittadini.
Avvelenare i pozzi ora, tuttavia, significa tentare di mettere a rischio la vittoria della nostra coalizione alle elezioni più importanti: quelle amministrative. Un atteggiamento che rivela un crescente nervosismo, ma che proprio per questo deve spingerci ancor di più a partecipare. Ogni X sul mio nome sarà come mettere una croce sopra chi vuole dividere il nostro popolo e la nostra coalizione. Non lo consentiamo a nessuno. Più ne saremo, più chiaro risuonerà questo messaggio. E se dovremo impiegare qualche minuto in fila accanto agli altri, sarà ancora più bello. Ci faremo un bel bagno di noi, sarà l’occasione per incontrarci di persona, per stringerci la mano.
Da parte mia, ho scansato ogni polemica. Non mi stancherò mai di ripeterlo: i veri avversari da sconfiggere sono il pessimismo, l’indifferenza, lo scetticismo. Sentimenti alimentati da una politica non sempre all’altezza delle aspettative della gente.
Non è, tuttavia, urlando alla pancia che si cambiano le cose. Lo dimostra il dato dell’astensione, in crescita nelle ultime consultazioni; e, ancor di più, il calo del numero di cittadini impegnati in prima persona. Per paura di esporsi, tante donne e tanti uomini perbene e capaci preferiscono restare a casa.
La mia ambizione è coinvolgere queste energie nella costruzione di un progetto nuovo di città capace di rispondere alle attese di chi a Benevento abita, studia, lavora, fa impresa, vuol crescere un figlio, aspetta una occasione. La crisi della politica si risolve solo facendo buona politica.
Al termine di queste quattro settimane di campagna per le primarie, scandite da quotidiani incontri con decine e decine di concittadini, posso dire che i riscontri sono stati molto positivi. C’è tanta voglia di fare, di programmare, partecipare. Soprattutto, c’è una generazione di trentenni e quarantenni che chiede, giustamente, di essere protagonista di un nuovo progetto di governo della città. E’ questo il dato più incoraggiante. Bisogna dare volto, cuore e gambe alla speranza. Perché alle tante criticità e difficoltà esistenti, in gran parte legate a una crisi senza precedenti, corrispondono altrettante opportunità. Per coglierle, occorre innanzitutto restituire centralità
a Benevento. Una centralità politica, che soltanto il Partito Democratico può declinare concretamente, perché passa per un corretto rapporto tra l’amministrazione della città e le esperienze di Vincenzo De Luca alla Regione Campania e di Umberto Del Basso De Caro nel governo di Matteo Renzi.
Sarà centrale il rapporto con i comuni limitrofi, alla ricerca di quella dimensione territoriale utile a migliorare l’organizzazione dei servizi essenziali alla comunità, nel campo del governo del territorio, dell’energia, della mobilità, dell’ambiente. Allo stesso tempo, centrale sarà la questione sociale, l’esigenza di riscrivere strumenti e regole per la costruzione di un sistema di welfare capace di reggere meglio l’urto di una crisi spaventosa qui al Sud.
Questi sono soltanto alcuni dei capitoli di un libro che voglio scrivere insieme alle forze migliori di Benevento. Spetta ai cittadini la parola decisiva. Io ci sarò, fino a quando lo vorranno”.

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