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Montefredane| Novolegno, denuncia shock di 13 senatori: brucia anche droga e rifiuti nocivi

Montefredane| Novolegno, denuncia shock di 13 senatori: brucia anche droga e rifiuti nocivi

8 Aprile 2019 | by Redazione Av
Montefredane| Novolegno, denuncia shock di 13 senatori: brucia anche droga e rifiuti nocivi
Politica
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Nella caldaia della Novolegno vengono bruciati anche stupefacenti sequestrati, rottami, batterie esauste e scarti di verniciatura”. Lo affermano in un atto di sindacato ispettivo, il n. 4-01542, pubblicato il 4 aprile scorso, i senatori Lannutti , l’irpino Grassi, L’Abbate, Di Nicola, Anastasi, Leone, Donno, Fenu, Angrisani, Croatti, De Lucia, Corrado e Lomuti. L’atto è indirizzato ai Ministri dell’Ambiente, Sergio Costa, e dell’Interno, Matteo Salvini.

In premessa, una precisazione: “La fibra di legno utilizzata per produrre i pannelli del tipo Mdf è additivata con diversi collanti e resine epossidiche, e i vapori di risulta della produzione dovrebbero essere opportunamente filtrati e abbattuti altrimenti sono cancerogeni”. Poi una serie di accuse rispetto alle emissioni inquinanti che produrrebbe la fabbrica. “Già da tempo la linea produttiva Novolegno è stata fermata, lasciando in funzione solo l’altro impianto, Novoxil. Ma – ricordano i senatori – a febbraio 2019 la proprietà ha comunicato la chiusura definitiva dello stabilimento, con conseguente messa in mobilità dei dipendenti. Le iniziative politiche devono perseguire la conservazione dei posti di lavoro, ma devono altresì salvaguardare la salubrità dell’ambiente. Nello stabilimento è presente una Caldaia I.T.I che funziona a biomassa, ma dove possono essere conferiti anche scarti di produzione. Tale impianto è aperto a conferimenti esterni per la distruzione (o macero) di materiali vari, non ultimi stock di stupefacenti frutto di sequestro e confisca in attività di Polizia giudiziaria. Risulta agli interroganti, inoltre, che l’abbattitore dei fumi sarebbe sottodimensionato rispetto alle capacità produttive dell’impianto”. Poi, per quanto riguarda le verifiche, i senatori scrivono: “In occasione di rilievi ambientali con centraline mobili in prossimità dell’azienda installate dall’Arpac, il personale ha avuto ordine categorico di spegnere la caldaia I.T.I. e avviare un generatore a metano con il quasi istantaneo abbattimento delle emissioni inquinanti in atmosfera”.

In questo scenario, viene anche sottolineano come la dismissione dell’azione crei due problemi immediati: “la bonifica del sito con la necessaria rimozione e smaltimento di centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti e il rischio concreto che un eventuale nuovo imprenditore segua la via più comoda di ripristinare le attività impattanti per le emissioni in atmosfera, visto le tecnologie obsolete di cui dispone lo stabilimento”. Questo, invece, secondo i firmatari dell’atto, andrebbe “recuperato o mediante una riconversione, oppure indirizzandolo verso la produzione di pannelli di legno composito di tipo “green” o bio”.

Da queste considerazioni prende corpo l’interrogazione ai ministri sulle autorizzazioni concesse nel 2016, sull’effettivo stato dell’inquinamento della zona che ricade nel nucleo industriale di Pianodardine e sulla salvaguardia della salute di chi vive e lavora nella Valle del Sabato.

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