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Avellino| Di Maio in comizio attacca Berlusconi, Salvini e De Luca ma è contestato dagli operai

Avellino| Di Maio in comizio attacca Berlusconi, Salvini e De Luca ma è contestato dagli operai

23 Maggio 2019 | by Redazione Av
Avellino| Di Maio in comizio attacca Berlusconi, Salvini e De Luca ma è contestato dagli operai
Politica
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(alca) – Dopo la processione di Santa Rita, che ha fatto registrare un corteo di 10mila fedeli, ecco l’evento clou della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Ieri ad Avellino il vice premier Luigi Di Maio ha chiuso il suo tour per le europee con il comizio sul palco di via Matteotti, terminato tra i selfie di rito, insieme ai candidati all’Europarlamento e a quelli della lista per le comunali di Avellino, l’aspirante sindaco Ferdinando Picariello e il sottosegretario Carlo Sibilia.

Ad accoglierlo circa 500 persone. Il ministro parla per oltre un’ora, spiegando le cose fatte al Governo in questi mesi e quelle che si propone di fare per il futuro. Tanti gli argomenti toccati: dal conflitto d’interessi, alla corruzione e al decreto dignità, per poi continuare con l’abolizione dei vitalizi, il salario minimo e il rafforzamento del Made in Italy. Attacca i partiti all’opposizione e diversi personaggi politici tra i quali Cirino Pomicino, Berlusconi e Micciché che appaiono sullo schermo dietro di lui. Li indica come esempi di quelli che hanno sempre fatto politica solo per interessi personali e che ora vogliono tornare a guidare il paese. Ma troveranno “un argine” proprio nel M5S.

Poi parla della Sanità in Campania e non solo e annuncia una nuova norma, quella che eliminerà la possibilità da parte della Politica di nominare direttori generali di ospedali e Asl e anche i rispettivi primari. Una legge promossa da una senatrice campana, Mariolina Castellone, volta a “togliere dalla disponibilità di qualche politico quello è un vero e proprio bancomat”.

Infine, Di Maio tira in ballo il rapporto conflittuale con la Lega e il ministro Salvini, spiegando alcune delle questioni alla base del dissidio: le difficoltà di allontanare il sottosegretario Siri, indagato per corruzione e un’autonomia su Scuola e Sanità che non convince, perché pare improntata ad allargare il gap tra Nord e Sud.

Ad Avellino, però, non si sono registrati solo applausi per il ministro Di Maio ma anche una dura contestazione da parte delle delegazioni degli operai di Industria Italiana Autobus, Fca e Novolegno che avevano avuto precise rassicurazione dallo staff del M5S su un breve colloquio prima dell’inizio del comizio. Un confronto per parlare delle vertenze sul tavolo in Irpinia. Invece, arrivato con un’ora di ritardo, il vice premier ha evitato accuratamente sia i giornalisti che i lavoratori, per parlare di temi importanti, certo, ma solo di carattere nazionale. Nulla sulla città, unico capoluogo di provincia campano alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, né sulle problematiche irpine, appunto, dopo che più di anno fa, in occasione delle politiche, dallo stesso palco di via Matteotti, aveva fatto sue le tre vertenze presentategli. Due di queste, l’ex Irisbus e la Fca sono ancora lì che aspettano, quella dell’Ipercoop si è conclusa con un accordo a ribasso, come voleva la società acquirente, e oggi al suo posto ce n’è una nuova, la Novolegno, appunto, neanche sfiorata dal Governo. Ecco le dichiarazioni a caldo di Silvia Curcio, del direttivo Fiom Cgil, che ribadisce la richiesta di un tavolo di confronto.

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