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Metodo deluchiano, “rebeldes” dem al cospetto di Mastursi. Nazzaro: no grazie, sto con Perifano

Metodo deluchiano, “rebeldes” dem al cospetto di Mastursi. Nazzaro: no grazie, sto con Perifano

7 Luglio 2021 | by Enzo Colarusso
Metodo deluchiano, “rebeldes” dem al cospetto di Mastursi. Nazzaro: no grazie, sto con Perifano
Politica
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Mezzogiorno di fuoco. Oggi a Napoli deluchiani di vecchio e nuovo conio si ritroveranno tutti convocati da Nello Mastursi, potente plenipotenziario di Vincenzo De Luca. Dirà loro che la barra a dritta è Clemente Mastella e che si dovrà lavorare sodo alla composizione di una lista molto robusta che servirà al sindaco per potenziare la sua posizione e magari controbilanciare quella Ucci-Abbate, sulla carta potenzialmente molesta per il Ceppalonico. De Pierro, Del Vecchio, Lepore, Fernando Errico e altri che hanno scelto la strada del Metodo, un po per non tradire il modello delle regionali e una altro po per costruire “ab esterno” la scalata al partito e al fortino decariano; che non appare una idea straordinaria. Ma di questo parleremo poi. Non ci sarà Alfredo Nazzaro e neppure Simone Razzano, entrambi deluchiani doc ma poco a loro agio con i nuovi compagni di cordata. Nazzaro non ha partecipato al “volemose bene” dell’hub vaccinale all’Asi e a Mastursi, giovedi, dirà no grazie preferendo schierarsi con Perifano al quale lo lega un sentimento di amicizia e stima. Non lo convince l’assioma per cui il metodo possa valere senza la presenza del leader carismatico, senza De Luca, e propende di più per considerare essenzialmente territoriale  la tornata elettorale di ottobre che assume connotati di diversa interpretazione politica. Per De Luca non sarà una bella notizia ma Alfredo sembra intenzionato a non unirsi al coro. Lo dovrà fare però Fernando Errico, che dei Mastella serba ancora il ricordo del 2015, ma la sua adesione a De Luca gli impedirà di fare il passo indietro che forse vorrebbe. Torniamo ai “rebeldes” dem. L’ala dissidente spera in una vittoria mastelliana per avere via libera nella sua personale velleità di prendersi il partito, spera in una spinta carismatica del Governatore; ma De Luca è poi tanto interessato a fare “il lavoro sporco” per loro? A sentirlo rispondere alle domande dei cronisti che le “iacuvelle” locali poco lo appassionano c’è da ritenere che di Benevento poco, assai poco, gli cale e allora per costoro, le cui buone ragioni di certo non mancano, finisce che la lista che sono chiamati a formare è solo a vantaggio di Mastella. Morire mastelliani? E’ una libera scelta. Certo il PD decariano è un altro capolavoro tattico. Un coordinamento per blindare, chissà poi perchè, il segretario Valentino, una certa tracotanza che non ha mai fatto difetto, ma quella è gemmazione del capo, una opposizione a Mastella che non è mai pervenuta, ne da gruppo consiliare, eppure De Pierro ci ha anche provato per un po, ma ha compreso che dietro di se non c’era spinta, ne da una corale e diuturna opera di sbarramento alle tante occasioni che il Ceppalonico ha concesso. E tuttavia, l’opposizione che d’un tratto costoro hanno inteso sollevare al decarismo andrebbe costruita politicamente e non a spallate, andrebbe fatta erodendo il consenso al Capataz battendo il territorio e non accusando gli attuali gerenti di essere poco beneventani e di non conoscere la toponomastica cittadina. Non appare un’operazione di lunga gittata. Anche il tentativo di chiamare in causa Roma per annullare l’assemblea provinciale appare di corto respiro e presuppone l’intervento esterno. Il ricambio andrebbe fatto dentro e non fuori dal partito, nonostante la probabile fondatezza della loro critica al modus operandi. Accettare di essere minoranza oggi per mettere in cantiere la successione domani. Ma allora…a chi giova la virata mastelliana? Potrebbe andare bene proprio a De Pierro che aspira a contare di più. Il suo turno potrebbe arrivare, in caso di vittoria del suo alfiere, da una vicesindacatura che avrebbe il sapore della successione annunciata se è vero che Mastella miri a tornare a Roma alle prossime Politiche. E’ stato a lungo il più votato in città e dovrà ribadirlo se vorrà averla vinta sugli altri pretendenti al trono che di certo non lo guardano con favore.

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