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Avellino| Sinistra Italiana: per De Luca la Sanità in Irpinia è un costo non un diritto dei territori

Avellino| Sinistra Italiana: per De Luca la Sanità in Irpinia è un costo non un diritto dei territori

19 Luglio 2021 | by Redazione Av
Avellino| Sinistra Italiana: per De Luca la Sanità in Irpinia è un costo non un diritto dei territori
Politica
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Nota congiunta del Coordinamento regionale della Campania e del Coordinamento provinciale di Avellino di Sinistra Italiana sulla Sanità in Irpinia.

La particolare situazione di disagio in cui versa la sanità irpina è la dimostrazione di come le politiche della Regione Campania in questo settore risentino dei limiti strutturali di una logica “governista” che penalizza fortemente le aree interne, sbandierata nei soliti proclami della “Settimana Incom” di Palazzo Santa Lucia e poi puntualmente disattesi.

Era il 3 agosto 2020 quando il Presidente De Luca in una roboante nota stampa annunciava il finanziamento di 11 milioni di euro per la messa in sicurezza e il potenziamento dell’Ospedale “Landolfi” di Solofra, con il mantenimento del Servizio di Pronto Soccorso in un’ottica di integrazione e di complementarietà con le attività del “Moscati” di Avellino

Di qualche settimana fa, invece, la delibera della Giunta Regionale con la quale in sostanza si rende vana tale prospettiva, fino alla soppressione del Servizio ufficiale emergenziale, togliendo alla struttura solofrana ogni credibile prospettiva verso la tanto declamata sanità territoriale e di prossimità.

La Direzione sanitaria dell’Ospedale “Frangipane” di Ariano Irpino nel frattempo attraverso un perentorio comunicato informa la popolazione che “ Vista la gravissima carenza di dirigenti medici presso l’Unità Operativa semplice di Pediatria e del Punto Nascite, a partire dal giorno 18 luglio eventuali situazioni di emergenza devono essere indirizza presso l’A.O. “Moscati” di Avellino”.

Ci vuole poco a capire che la strada imboccata, come quella di Solofra, inesorabilmente condurrà a un ravvicinato ridimensionamento della operatività dell’ospedale arianese-ufitano . E stendiamo un velo pietoso su quella che è diventata l’assistenza sanitaria in zone particolarmente esposte sul piano sociale e logistico come quelle dell’Alta e della Bassa Irpinia.

Intanto per quanto concerne la sempre più allarmante situazione riguardante la salute dei cittadini e la salubrità ambientale arrivano, anche se con ritardo, i drammatici dati del Rapporto SPES che riportano indici di inquinamento negli organismi dei residenti della Valle del Sabato e dell’ Irno addirittura maggiori delle aree della famigerata “Terra dei fuochi”.

Sono anni che le associazioni ambientaliste e le popolazioni locali hanno chiesto un serio screening epidemiologico, l’attivazione di un aggiornato e funzionale Registro dei Tumori ma dall’ASL di Avellino e dall’Assessorato alla Sanità della Campania solo chiacchiere e promesse.

E mentre la sanità pubblica viene smantellata e ridimensionata in questa regione il gotha presidenziale partecipa a inaugurazioni di nuove strutture oncologiche private che come si sa si avvarranno della fiscalità di ritorno dei cittadini .

D’altronde non è un mistero che in questo delicato settore persista la continuità di una politica clientelare che penalizza la meritocrazia nell’utilizzo del personale, la gestione oculata delle risorse economiche e il diritto alla salute dei cittadini. Lo dimostra la drammatica carenza degli organici in molti settori sanitari e ospedalieri, in particolare la condizione di permanente emergenza che regna nei bistrattati “Pronto soccorso” , fino alla mai debellata piaga delle lunghe liste di attesa.

E in tutto questo dobbiamo subirci anche il copione delle dichiarazioni del Presidente della Commissione regionale della Sanità Vincenzo Alaia che ci spiega, con un bel po’ di coraggio, come la politica sanitaria nelle zone interne del Presidente De Luca sia la più efficace in tal senso.

Non sarà amai troppo tardi per smascherare questa cinica pantomima della maggioranza che sostiene il Presidente De Luca che imperterrito vuole far credere che esiste ancora una Campania delle aree interne da salvare e valorizzare. E’ ora di iniziare a pensare seriamente di andare oltre, per il bene della Campania intera.

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