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Repubblica beneventana della pasta e fagioli

Repubblica beneventana della pasta e fagioli

31 Luglio 2021 | by Enzo Colarusso
Repubblica beneventana della pasta e fagioli
Politica
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“Tavoli locali non ce ne saranno più”.  Fulvio Martusciello interviene nella polemica politica beneventana sostenendo che sia stato “un errore straordinario non dare il via libera alla candidatura di Lucio Lonardo”. Poi ammonisce: se qualcuno pensa di fare il consigliere comunale gratis, usando i partiti di centrodestra, sbaglia di grosso”. A chi si rivolgerà l’europarlamentare e vero capo di Forza Italia in Campania? Interpretare i voli di Martusciello è tra le cose più ardue in natura. Prendete il rapporto con Mastella per esempio. Negli ultimi ultimi tempi ha attraversato momenti di idillio purissimo intervallati da altri di guerra aperta. Questo attuale sembra essere ispirato alla prima tipologia. Un accordo su Napoli e a Benevento gli azzurri passano con Mastella senza colpo ferire, dimenticando gli ultimi dodici mesi di laceranti affermazioni e anzi sostenendo ora che scelta più logica non si potesse fare “per il bene della città”. E quindi ora Mastella si trova a contare su alleati dalla più eterogenea provenienza e la cosa gli sta bene, stando a quanto ha dichiarato al Corriere. “A Benevento io faccio liste civiche. Di Forza Italia non ci sarà il simbolo”, ma c’è l’attuale segretario provinciale, “e poi ogni elezione è diversa dalle altre. Chissenefrega delle alleanze nazionali e locali”. Della serie a me sta bene così basta che io vinca e punto allo scranno parlamentare tra un anno e mezzo o anche prima. Gli altri si arrangino oppure si organizzino per quando toccherà a loro. E quelli si stanno già preparando e da qualche parte si vocifera pure che propongano il voto disgiunto. Come quelli chi? Gli arraffa arraffa, i succhiaruote, quelli che non sono Aldo Moro, cose che ha detto Mastella, si badi bene. I suoi poco leali sodali, abbarbicati sulla pelle del vecchio orso che credono al capolinea ma che qualche cartuccia di grosso calibro la sparerà eccome. Tutti insieme appassionatamente. C’è di tutto. Quelli della “buonanima del  Metodo”, non sia mai si dica che facciano la lista per il Ceppalonico ma solo che De Luca è il faro che li guida, quelli che si battono contro la deriva sovranista, e se per sovranisti si intende quelli che ad agosto non hanno ancora uno straccio di candidato stammapost, quelli che i sovranisti de noantri se li ritrovano accanto perchè Mastella se ne frega delle alleanze. Quelli che la De Stasio non ci piace e quindi torniamo da Mastella che un anno fa ci aveva messo alla porta, quelli che vogliono fare la Margherita 2.0, magari gli stessi che alla Stazione Marittima a Napoli credettero alla rinascita dell’Udeur, quelli che inseguono la vicesindacatura, almeno in tre, e tutti vorrebbero l’investitura ufficiale per dire che poi le magnifiche sorti e progressive saranno le loro ma non la avranno, quelli che la cadrega è sempre la cadrega, cioè quasi tutti. Perchè Mastella è Mastella e fa Mastella da ormai mezzo secolo. Lui può dire tutto e il contrario di tutto, accusare chi lo accusa di trasformismo di fare la stessa medesima cosa, vagli a dare torto. Di pasta e fagioli ne ha solo una zuppiera e i cucchiai sono sempre il doppio ma lui è una vita che balla sul filo e sa come ammaliare e convincere, gli altri sono dei principianti e lui lo sa. E allora passi per la inaugurazione dei cartelli stradali, per le polveri sottili, per le colonnine elettriche, quanto meno ci ha fatto conoscere i vertici massimi di Acea, passi per “è colpa di chi mi ha preceduto”, per i diffusi ” ma che ne so io”, per le uscite a valanga sui giornali nazionali, per i sondaggi confindustriali nel giorno della presenza a Benevento del presidente di Confindustria. Deve vincere al primo turno tutto il resto è fuffa e per fare questo non guarderà in faccia a nessuno e visto che ha il mondo contro si sta armando per sedurre il primo che giudichi abbordabile; questa volta il giro romano se lo vuole intestare a lui, alla consorte ha già concesso praterie, vuole contare in un contesto politico nazionale fatto di nani e gli occorre la sua cadrega da sindaco. Gli altri si scannino dal 2023 se rimarrà ancora sufficiente pasta e fagioli.

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