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Perifano a Mastella: dal “ceppalonico” nessuna lezione di etica e di stile

Perifano a Mastella: dal “ceppalonico” nessuna lezione di etica e di stile

13 Agosto 2021 | by Enzo Colarusso
Perifano a Mastella: dal “ceppalonico” nessuna lezione di etica e di stile
Politica
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Caldo a parte non nsim placa la veemenza del botta e rispoista tra Noi Campoani, che vuol dire Mastella, e Luigi Diego Perifano. “Dovrebbe chiedere scusa ai beneventani”, averva riportato un passaggio della nota diramata stamattina dalla segreteria cittadina del partito di Mastella a proposito delle alleanze e del 5 Stelle in particolare. Ora tocca alla replica del candidato di APB. “Una mediocre propaganda spicciola accompagnata dal solito tentativo di denigrare l’avversario sul piano personale. Più di questo l’on.Clemente Mastella non sa fare. E neanche può, considerato che un sindaco uscente come prima cosa dovrebbe dar conto del proprio operato, mentre lui al massimo si dedica ad inaugurare cartelli stradali e a riciclare notizie di finanziamenti vecchie di mesi”. Poi Perifano ironizza. “Parla di me, il ceppalonico, perché non saprebbe cosa altro raccontare ai beneventani dopo cinque anni di promesse elettorali tradite. E se il sindaco le ha dimenticate, noi no. Partiamo dalle idee per il rilancio della Città presentate in pompa magna nel maggio del 2016. Ha istituito il reddito di vita? No, non lo ha fatto. E neanche può uscirsene con il reddito di cittadinanza, da lui bollato come “elemosina”. Ha portato acqua, luce e gas in tutte le case delle contrade? No, non lo ha fatto. Ha introdotto la figura della badante di quartiere? No, non lo ha fatto. Ha istituzionalizzato i comitati di quartiere? No, non lo ha fatto. Ha ripristinato il mercato di Porta Rufina? No, non lo ha fatto. Ha approvato il nuovo Piano Mobilità con tanto di pista ciclabile capace di unire tutta la Città? No, non lo ha fatto. Ha rivitalizzato il centro storico? No, non lo ha fatto. L’on.Mastella ha disatteso tutte le promesse fatte ai beneventani nella scorsa campagna elettorale. La sua amministrazione è stata il nulla mischiato con il niente. E sono generoso, visto che lui stesso, quando nel febbraio 2020 finse di dimettersi dalla carica, parlando ai quotidiani nazionali (perché lui ci tiene all’immagine della città) disse che fra “succhiaruote, ricattatori, lillipuziani” a palazzo Mosti vi era stato un “arraffa arraffa continuo”. Parole sue, non mie. Però attacca me.  Me e la mia coalizione, perché altrimenti dovrebbe spiegare ai beneventani che in suo sostegno c’è un nuovo guazzabuglio di sigle che tiene assieme i transfughi della Lega e quelli del Pd, con a corredo una serie di listarelle di ispirazione familiare e personale, in ossequio a una concezione padronale e monocratica della politica dalla quale sono distante anni luce. Stupisce, poi, constatare che Mastella– che per ventura non ha mai avuto la necessità di lavorare – si appassioni al mio curriculum professionale: evidentemente fa fatica ad accettare l’idea che i risultati professionali possano dipendere dalle capacità, dalle competenze, dall’impegno e dal sacrificio. Per lui, infatti, si riduce tutto a un perpetuo scambio dare-avere, dove non si premia il merito ma la sudditanza. Quanto alla mia esperienza nella gestione di enti e società pubbliche, parlano i bilanci sempre in ordine e i risultati conseguiti, senza che il sottoscritto sia mai stato sfiorato neanche lontanamente da contestazioni da parte della magistratura ordinaria o contabile: sul mio operato, quando vuole, sono disposto ad un pubblico contraddittorio. Sul rispetto delle regole e dei principi etici, infine, che dire: il giorno in cui dovrò prendere lezioni dall’on.Clemente Mastella non è ancora arrivato. E penso proprio che non arriverà mai”.

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