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Relazione Ispettrici, il Comune alla sbarra

Relazione Ispettrici, il Comune alla sbarra

22 Agosto 2022 | by Enzo Colarusso
Relazione Ispettrici, il Comune alla sbarra
Politica
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La relazione delle ispettrici della Ragioneria Generale dello Stato. Altrabenevento ha reso pubblico il contenuto racchiuso in 46 pagine dense di spunti di difficile comprensione, in taluni passaggi particolarmente tecnici. Tuttavia, la genesi del documento redatto a fine luglio e che il Comune, come avevamo anticipato noi di Lab aveva già in visione dal 9 di agosto ma s’era guardato bene dal diramarne i contenuti attraverso i suoi solerti house organ, è un compendio di tutto ciò che ha riguardato finanziariamente l’ente Comune negli ultimi dieci anni, i due piani dell’Amministrazione precedente all’attuale per arrivare ad ottenere l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato che poi non si è rivelato percorribile, vista la mole dei debiti, e che ha indotto la prima Amministrazione Mastella a dichiarare il dissesto nel gennaio l’11 gennaio del 2017. Il dissesto ha introdotto alla stagione dei rapporti assai poco collaborativi tra l’Osl a presidenza Ricciardi e Comune e che la Relazione delle due ispettrici ha elevato a pietra angolare delle irregolarità nei pagamenti dei creditori che sono state evidenziate nelle 46 pagine di resoconto. Il primo o uno dei primi elementi di discordanza, secondo quanto scrivono Cirillo e Vitale, consiste nell’esercizio 2019 che è stato il primo in cui l’Ente ha effettuato una separazione contabile della gestione liquidatoria da quella ordinaria, scissione delle due contabilità che era stata sollecitata dall’Organo di revisione fin dal febbraio 2017, un ritardo di due anni che avrebbe perpetuato la commistione delle due gestioni fino al 2019 andando ad incidere sulla gestione dei pagamenti, a valere sui residui di competenza dell’Osl. Una mancanza grave di Palazzo Mosti visto che in base alla circolare del 20 settembre 1993 del Ministero dell’Interno, tra le prime attività da compiere dopo l’insediamento dell’Osl c’è quella dell’acquisizione da parte di quest’ultimo del fondo iniziale di cassa della liquidazione, che rappresenta la base per la formazione della massa attiva.

 

Altro punto nodale è quello della liquidazione dei debiti rientranti nella competenza dell’Osl che è tenuto a gestire anche le partite debitorie correlate alle entrate a destinazione vincolata. Qui, tabelle alla mano, la relazione è impietosa. Atteso che il Comune non può procedere “inaudita altera parte”, non può agire senza interpellare l’Osl, tanto per capirci, su 23 pagamenti effettuati, tra il gennaio 2017 e l’aprile 2019, risultano solo 8 le autorizzazioni chieste all’Osl, “e per le annualità 2018 e 2019, pur registrandosi un maggior numero di richieste di autorizzazioni all’Osl, permangono tuttavia le medesime criticità sopra riferite in ordine alla mancata richiesta”, annota la Relazione. Facile pensare che un comportamento siffatto abbia potuto favorire quel creditore al posto di un altro, dando precedenze che potrebbero innescare la violazione della par condicio creditorum.

 

La gestione delle entrate. In questo caso si contesta la mancata integrale iscrizione in bilancio delle somme relative a provvedimenti di accertamento delle entrate da recupero evasione. Secondo quanto scrivono le due funzionarie, “tra le varie cause del dissesto del Comune di Benevento, sicuramente c’è la scarsa capacità di introitare le entrate tributarie, con conseguenti squilibri nelle gestioni, sia sotto il profilo della competenza che della cassa. IMU e TARI, e se per la prima voce “non si assiste a una divaricazione tra quanto accertato e quanto riscosso” per la seconda le cose cambiano drasticamente.  Le mancate riscossioni, a partire dal 2017, fruttano percentuali assai basse valutabili in media intorno al  32,3%. E’ quindi la lotta all’evasione è carente.

 

Il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Esso rappresenta una garanzia in quanto la sua iscrizione tra le uscite del bilancio di previsione, limita di fatto la capacità di spesa e previene situazioni di deficit di risorse finanziarie dovute al rischio della mancata riscossione. Si può dire che rappresenti un fondo rischi dinanzi alla eventualità di non potere entrare in possesso di entrate di dubbia e difficile esazione. Ora, le anomalie registrate dalla Relazione sono, in parte, figlie della mancata separazione delle due contabilità liquidatoria e ordinaria di cui sopra. Il Comune continuando a mantenere nel proprio bilancio residui attivi e passivi di pertinenza della gestione Osl, ai fini della costituzione del FCDE, ha tenuto conto solo dei residui maturati nella competenza 2017. Da qui una serie di “discrepanze” che mettono in dubbio “la significativa consistenza del fondo che fa si registrare dal 2018 un miglioramento della capacità di riscossione rispetto al periodo pregresso, ma lascia persistere criticità nella capacità di riscossione dell’Ente e una delle ragioni di tale difficoltà”, prosegue la Relazione, “è  connessa alla mancata verifica della effettiva sussistenza dei crediti correlati ai residui attivi, che l’Ente continua a riportare nei documenti contabili. E quindi  in caso di mancata realizzazione delle entrate”, sostiene il documento, “non sarà possibile per l’Osl onorare i debiti del Comune, estinguendo così la massa passiva, peraltro non ancora formalmente definita al momento della verifica presso l’Ente”. Le ispettrici ritengono che sia improcrastinabile l’operazione di verifica della effettiva esigibilità dei crediti, ivi inclusi quelli trasferiti all’Osl, giudicati inattendibili dalla stessa Amministrazione, anche al fine di scongiurare il futuro rientro nel bilancio dell’Ente di crediti inesigibili, con conseguente necessità di appostare un maggiore accantonamento al FCDE”. Materia osticissima, cari lettori, ma in sostanza la critica maggiore che si evince è l’assoluta confusione che regna e che la Relazione ha cercato di mettere in risalto. In sostanza, Cirillo e Vitale, traendo le loro conclusioni, fanno esplicito riferimento al rapporto Comune- Osl che deve essere basato sui principi della collaborazione e dello scambio di informazioni. La ratio della loro verifica ha portato in emersione che questo connubio non c’è stato e non per responsabilità dell’Osl di Ricciardi, l’attuale, forse più incline a Mastella, non ha finora inteso creare “incidenti diplomatici “, forse. La Relazione, in conclusione, invita il Comune ad impegnarsi a realizzare “un riassetto del servizio che gestisce le entrate, sia per attuare la politica di risanamento dell’Ente, che si trova con un nuovo bilancio, sia anche per assicurare risorse necessarie per la liquidazione delle passività pregresse e la mancanza di costanti flussi informativi tra Osl e Comune può comportare effetti distorsivi” e qui si fa riferimento ad un vulnus grave e cioè la non iscrizione nei documenti di bilancio delle entrate da recupero evasione, cosa che contravviene a quanto prescritto dal D.lsg. n. 118/2011.

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