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Elezioni a meno 18

Elezioni a meno 18

7 Settembre 2022 | by Enzo Colarusso
Elezioni a meno 18
Politica
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Il ministro della Cultura Franceschini non verrà a Benevento ad inaugurare il Teatro Comunale e non si sa neppure se il 16 prossimo ci sarà l’inaugurazione o se Mastella abbia deciso di spostarla a data da destinarsi, dopo ovviamente le elezioni. Supposizioni e poco più ma resta il fatto che il sindaco aveva fatto tutto il necessario per far combaciare l’evento con la presenza del ministro, che oltre ad essere tale è anche un autorevolissimo esponente del PD. Poi le cose sono andate in modo differente; l’accordo coi Dem non si è più fatto, il commissario Boccia si è messo di traverso, lo stesso De Caro ne ha pagato le conseguenze e la scia di veleni di tanto in tanto torna in superficie a rendere nervosa la campagna elettorale del centrosinistra. Insomma, quello che doveva essere una collocazione nel centrosinistra di Lady Sandra alla Camera e di Umberto Del Basso De Caro al Senato con il listino proporzionale bloccato non si è verificato e ora restano solo le polemiche. Franceschini non verrà in città “per motivi di correttezza” ci dice Mastella, ma va a Napoli dove è candidato e addirittura riallaccia i rapporti con De Luca che pare si sia stancato di fare il cavaliere errante e avrebbe deciso di dichiarare una tregua col suo partito. E se Mastella guarda alla rielezione della moglie, che ieri nella sua intervista concessa a noi di Lab ha amabilmente ammesso che i contatti, a destra come a sinistra, ci sono stati eccome ma che sono naufragati perchè tutti volevano avere e non concedere, i voti ovviamente, De Luca ha a cuore le fortune del figlio in una sorta di familismo diffuso che non conosce steccati e differenze di posizionamento. Nel frattempo un PD sannita, che regolerà i suoi conti dopo il voto, presenta i candidati “umberticidi” Pepe e Mortaruolo venerdi a Palazzo Paolo V. A Cacciano, che sembra il “difensor fidei” della roccaforte decariana squassata dal fuoco romano e dagli appetiti degli ex sodali indigeni, il non semplice compito di guidare la transizione dovendo stare molto attento a ciò che potrebbe avvenire ma consapevole e forse confidando nel fatto che De Caro non si limiti a fare da spettatore ma intervenga da par suo a difendere la sua leadership fatta di consensi, tessere e non ultimo la cassaforte del partito, money is money, mai dimenticarsene.

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