Non lo chiamate “Mamozio”, per carità, si rischia la damnatio da parte di coloro che invocano l’attacco bolscevico alle fondamenta della propria libertà di opinione. Epperò, per un quarto di secolo la faccenda di quello che doveva essere, tra le altre cose la nascita di un museo d’arte contemporanea by Gabbetti e Isola, soluzione ormai scartata, è stata senza dubbio al centro di un’affascinante tensione all’architettura d’avanguardia, con le allora giunte di destra ad esaltarne il portato, per poi trasformarsi via via in un tormentone burocratico giudiziario di rara farraginosità, con un palazzone a latere del corpo centrale, il palazzo Cepid e relative problematiche, e con le due sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che hanno annullato gli atti amministrativi con i quali quell’edificio era stato autorizzato.
Oggi l’Amministrazione Mastella ci riprova e nella coda del Coinsiglio comunale del 22 dicembre approva, con venti voti a favore e 0tto astenuti la variante allo strumento urbanistico per riqualificare piazza Duomo attraverso la riconversione di uno spazio urbano incompiuto e inutilizzato in uno luogo di aggregazione sociale e culturale.
All’assessore Pasquariello il compito di spiegare all’assise le intenzioni del governo cittadino che sostanzialmente non hanno trovato opposizioni di sorta nella minoranza ma soltanto dettagli legati alla genesi di questa vicenda evidenziatio dagli interventi di Perifano, Miceli, Farese e Rosetta De Stasio, per quanto concerne l’opposizione di destra
Pasquariello parla anche di project financing senza fare cenno a chi eventualmente vi parteciperà