Il volto è tirato, il peso di questo frangente è tutto dipinto sul volto del sindaco che oggi ha assisitito, finchè ha potuto, al pronunciamento di una opposizione di sinistra che lo chiama alla sbarra e che lui ha a lungo ha cercato di avvicinare a se, coi suoi metodi certo, nello spirito di quel campo largo che sembra ormai un ricordo sbiadito nel tempo. 
Questa vicenda giudiziaria che vede al centro Santamaria è anche e soprattutto politica e lui lo sa bene, una faccenda rognosissima che lo ha segnato fortemente; non si sarebbe mai aspettato una deflagrazione del genere e nel momento di massimo consenso politico e la sua pertinace resistenza ad ogni invito al chiarimento è sintomatica di un arroccamento accanito che non si sa fino a che punto potrà reggere.
Renato Parente, il presidente del Consiglio comunale, assurge a defensor fidei del mastellismo nel deserto di parole di una maggioranza per larghi settori con le antenne tese a captare l’aria che tira. Parente tuttavia è assai critico con l’iniziativa dell’opposizione di sinistra, cui non ha aderito Rosetta De Stasio che fondamentalmente rivendica anche lei maggiore glasnost dal sindaco, ma in termini e forme meno eclatanti.
Parente non disconosce la gravità del momento ma nemmeno ritiene tollerabile l’atteggiamento dei consiglieri di APB