Ad Avellino via libera all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nello Pizza. Dopo 25 giorni dal voto, questo pomeriggio, a Palazzo di Città, si è svolta la tanto attesa proclamazione degli eletti. La formula di rito che ha introdotto i nomi del primo cittadino e dei consiglieri è stata letta dal gip del Tribunale del capoluogo irpino Paolo Cassano.
A consegnare la fascia al neo sindaco il comandante dei vigili urbani, Michele Arvonio. Terminata la cerimonia, Pizza, molto emozionato, ha fatto un breve discorso all’aula. Presenti anche i componenti dell’opposizione e numerosi cittadini.
Poi il sindaco si è soffermato con la stampa per le sue prime dichiarazioni ufficiali con indosso il tricolore. “Sono sicuro che faremo bene – ha detto – dobbiamo lavorare tanto, parlare poco e cercare di essere quanto più fedeli a quello per cui ci siamo impegnati durante la campagna elettorale. Ridare dignità e decoro a questa città…”.
“Mi aspetto anche un contributo dall’opposizione. E’ nell’aula consiliare che bisogna costruire il confronto. Un confronto fatto di proposte e idee, mai di conflitto o contrapposizione esterna”.
Domani mattina, invece, ci sarà la presentazione ufficiale della giunta nella Chiesa del Carmine. “Quale sarà il primo atto dell’esecutivo? Vorremmo che sia qualcosa che, come dire, esprima anche quella che sarà poi l’attività della amministrazione e le sue priorità. Quindi la prima delibera sarà sicuramente un atto che dia l’idea di quello che sarà l’elemento caratterizzante della nostra attività”.
“Le cose sembrano impossibili finché non vengono fatte – continua citando Nelson Mandela – e poi quando le fai sono possibili oltre che importanti. Questo lo terremo bene a mente”.
Alla domanda se quella annunciata è la giunta che voleva o ci sono stati aggiustamenti e malumori, infine, Pizza ha risposto così: “Alla fine, sostanzialmente, è quella che avevamo immaginato. Avevamo detto che avremmo premiato il voto degli elettori e in qualche modo questi consiglieri sono quelli che hanno costruito il consenso insieme a me, era giusto restituire loro quello che è arrivato.
Ovviamente, dovevamo rispettare anche delle quote rispetto ai voti, delle quote di genere e dovevamo tenere conto di tante sensibilità. Lo abbiamo fatto, credo, in maniera molto serena e tranquilla, soprattutto in maniera trasparente, parlando con tutti e non assumendo scelte a sorpresa”.

