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Benevento| Europee, la nuova mappa politica in città

Benevento| Europee, la nuova mappa politica in città

27 May 2019 | by Enzo Colarusso
Benevento| Europee, la nuova mappa politica in città
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Elezioni europee in chiave locale. Movimento 5 Stelle che si conferma primo partito in città a Benevento col 31,4%, Lega 23,4% e poi PD 17%, Forza Italia 16,4%, Fratelli d’Italia 3,8%, Più Europa 2,1%, La Sinistra 1,7%, Europa Verde 1,3%, Partito Comunista 0,6% Popolarim per l’Italia 0,4%. Casapound 0,1%, Forza Nuova 0,1%. Un quadro che si delinea abbastanza aderente al dato nazionale. Queste elezioni hanno costituito, per la prima volta, un banco di prova per i partiti maggiori, a partire da quelli di governo, che confermano il trand. Calo vistoso, tuttavia, per i 5 Stelle che passano dal 48,5% delle Politiche del 2018 a poco più del 30% attuale, un passaggio brusco che testimonia la estrema liquidità del voto presso la cosiddetta opinione pubblica. Il potere, in questo caso, ha logorato chi ce lo ha avuto. Lega, invece, che fa il suo capolino sulla scena politica e dal 5,6% dell’anno passato schizza al 23,4% nonostante si siano già insinuate le correnti in seno ad un partito che deve strutturarsi territorialmente e che ora vive di riflessi nazionali. Tiene il PD, utlimamente assente dal dibattito politico. Forse una scelta giusta quella di apparire poco e che sostanzialmente ha garantito una limitatezza dei danni su cui poter pensare di articolare una strategia capace di rilanciare le quotazioni democrats in un futuro non molto lontano, le amministrative potrebbero essere davvero dietro l’angolo. Capitolo Mastella. Forza Italia, nonostante i due candidati Chiusolo e Ciccopiedi, non raccolglie un dato significativo. Si sarebbe aspettato un risultato più confortante, non si è andati oltre le 15 mila preferenze puntando tutto sulla Chiusolo. In Forza Italia masticano amaro perchè ritengono che il sindaco abbia deliberatamente puntato sulla delfina bannando il resto ed ora la riflessione interna è necessaria. Così come in Fratelli d’Italia. Qui, dopo la Meloni, il dato eclatante è quello di Caio Mussolini che raccoglie 668 preferenze pur non essendo il candidato sponsorizzato dal partito locale.

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