La tradizione continua, ma da una prospettiva nuova. La famiglia Zurlo, da sempre legata al mondo del pugilato italiano, accoglie la sua terza generazione a bordo ring: questa volta non tra le corde, ma con il camice.
In occasione della V Edizione del Corso di Formazione per Medici del Pugilato della Federazione Pugilistica Italiana (FPI), Claudio Zurlo – il più giovane nipote del maestro Lucio Zurlo e figlio di Biagio Zurlo, attuale consigliere federale e direttore sportivo delle squadre azzurre – ha superato brillantemente il percorso formativo. Per lui si aprono ora le prime convocazioni ufficiali come medico di bordo ring.
Laureato lo scorso anno presso l’Universidad Alfonso X el Sabio di Madrid in Odontoiatria e Chirurgia, Claudio rappresenta una naturale evoluzione della tradizione familiare: non più l’approccio tecnico e metodologico del nonno e del padre, ma una visione medica al servizio degli atleti.
La figura del medico di bordo ring, del resto, è diventata sempre più centrale nel pugilato moderno. La sua presenza garantisce sicurezza, prevenzione e tutela della salute degli atleti, contribuendo in modo determinante alla crescita qualitativa delle manifestazioni.
In famiglia, la notizia è stata accolta con orgoglio ma anche con sorpresa. «Conoscendo il suo carattere e la sua determinazione professionale, farà sicuramente bene – commentano il nonno Lucio e il padre Biagio – anche se non ci aspettavamo questa scelta. Per noi è stata una sorpresa».
Claudio, però, racconta un percorso che affonda le radici nell’infanzia: «Per me è stato naturale immaginarmi a bordo ring come medico. Fin da piccolo mio nonno e mio padre mi portavano alle riunioni di boxe, spesso proprio a bordo ring. Nel tempo libero mi allenavo alla Boxe Vesuviana con mio nonno, che mi ha fatto anche salire sul ring».
Oltre alla passione, anche la ricerca scientifica. Da anni collabora con lo Studio Dentistico Salierno, dove insieme al dottor Antonio Salierno ha condotto studi e test sugli atleti riguardo l’utilizzo del paradenti personalizzato. I risultati evidenziano benefici non solo in termini di protezione, ma anche di performance.
Un dispositivo realizzato su misura, con spessore calibrato e stabilità ottimale, consente infatti un morso più efficace, migliorando postura e riducendo le tensioni su collo e articolazione temporo-mandibolare (ATM). «Diversi atleti riferiscono maggiore forza e minore affaticamento – spiega Claudio –. Il motivo è biomeccanico: serrando correttamente i denti si scarica meglio la forza».
Un concetto che trova eco anche nelle parole di Mike Tyson: «Il paradenti è parte dell’armatura». «Aveva ragione – aggiunge Zurlo –. Prevenire un trauma oggi significa evitare anni di cure domani. Nello sport, come nella vita, vince chi pensa in anticipo».
La nuova generazione degli Zurlo è pronta, dunque, a scrivere un altro capitolo della propria storia nel pugilato. Stavolta da una nuova angolazione, ma con la stessa passione di sempre.