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Benevento, De Zerbi: “Altro che spensierati, dobbiamo salvare la faccia”

29 April 2018 | by Alberto Tranfa
Benevento, De Zerbi: “Altro che spensierati, dobbiamo salvare la faccia”
Benevento Calcio
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di Domenico Passaro

Con la testa ormai libera il Benevento cede solo alla voglia di figurare nelle sue individualità. Gioca con la mente sgombra in avanti, spensieratezza che dietro si tramuta in disattenzioni che rischiavano di compromettere una partita già complicata per l’inferiorità numerica. Eppure i giallorossi anche 10 contro 11 avevano trovato il vantaggio con l’Udinese, per poi riacciuffare il pareggio al novantesimo con la zuccata di Sagna.

“Faccio i complimenti alla squadra per lo spirito e l’atteggiamento con cui ha affrontato questa gara da retrocessi matematicamente. – ha commentato Roberto De Zerbi in sala stampa – Dal punto di vista del gioco possiamo far meglio, ci sono state altre gare in cui  ho elogiato la squadra per il gioco ed il palleggio. Oggi non siamo stati bravissimi da questo punto di vista. L’Udinese ha fatto due gol grazie al forte vento, poi abbiamo pareggiato meritatamente.

Coda è entrato per l’infortunio di Djuricic e l’ho scelto perché meritava di giocare. Parigini aveva già giocato un po’ di più e poi volevo vincere la partita. Parigini nella ripresa poi era un’idea che avevo già valutato nel primo cambio. Djuricic spero non sia nulla, perché a Ferrara non avremo Brignola e Cataldi. Brignola vi ha abituato bene, può avere delle partite da sei anche lui, stiamo parlando di un classe ’99. Ha fatto la differenza quest’anno come qualità ed atteggiamento, è stata una delle note migliori di queste stagioni. Vigliamo tutti i giovani e poi non gli diamo il tempo di maturare. A Ferrara ci giocheremo tanto. Si dice che noi non abbiamo nulla da perdere, non è vero. Noi abbiamo la faccia da salvare, a noi le palle ci girano. Andare in giro spensierati è una lettura di comodo per chi non riesce a giocare come il Benevento. Noi ci giochiamo la faccia che è più importante dei tre punti.

Mentalmente la spina va tenuta sempre attaccata. Aiuto i miei calciatori affinché diventino veri e questo è un aspetto su cui lavoriamo sempre. Dobbiamo onorare da persone oneste gli ultimi tre impegni, compresi i 12mila che vengono allo stadio. Coloro che sono venuti oggi sugli spalti non credo che avessero tantissime motivazioni se non la fede e noi dobbiamo rispettarlo. E’ una partita che oggi avremmo potuto anche vincere. I tifosi rispondono a come la squadra si comporta. Se la squadra dimostra di dare il massimo, la risposta della tifoseria è di attaccamento.

Sul mio calcio ho un’idea chiara e credo che sia la strada giusta per portare al risultato. Altri pensano che la strada migliore sia restare ancorati all’episodio. Io rispetto il pensiero altrui, così come vorrei che venga rispettato il mio”.

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