Aria di burrasca sul campo largo? La domanda ha un suo perchè, specialmente dopo le ultime battute che di certo hanno messo parecchio sale nel dibattito politico e acceso qualche fuocherello. Nessuna frattura e nessuna apertura di crisi, di certo no, ma è il segnale di come i fatti nostranio condizionino anche la campagna elettorale. Andiamo con ordine. Ieri sera Fico è tornato a Benevento, è ormai un abituèe, per una serata di incontro fra i candidati del centrosinistra voluta da Clemente Mastella.
Lui, Mastella, non c’è, si scoprirà poi che è stato in compagnia dell’amico di sempre Della Valle, delegando al suo posto il vice De Pierro. Il PD insorge: se c’è De Pierro ce ne andiamo noi, tuonano i dem, e allora per evitare guai maggiori si “consiglia” al vicesindaco di restarsene a casa anche perchè a rappresentare il mastellismo c’è Pellegrino Mastella.
E tuttavia, il nervosismo di ieri sera, al di la della defezione di Mastella, va ricercato in altra direzione. Quella, per esempio, della forte cordialità fra il sindaco di Benevento e i 5Stelle, il pranzo beneventano tra Conte e il leader di Noi di Centro, le parole del presidente pentastellato di chiara “non avversione” al mastellismo.
Niente di nuovo, se si va a vedere bene, perchè nel 2021 la neutralità di Conte incise sull’esito alò fotofinish del voto che aprì al Mastella bis. Al Pd tutto ciò non è piaciuto affatto, non piace che il teorema mastelliano, insieme a Napoli, insieme a Benevento, possa prendere piede.
E ancora una volta l’esame delle Regionali sarà determinante per saggiare i rapporti di forza. Mastella sogna un PD sannita indebolito dal voto, che è una delle condizioni basilari per poter mostrare a Napoli quanto illogica sia l’avversione decariana a Benevento nei suoi confronti. Abbiamo chiesto a Francesco Farese, uno dei più lucidi dirigenti del PD locale, quale fosse la posizione del partito e in particolare le reazioni nei confronti della virata 5Stelle verso Mastella. Farese dribbla le provocazioni in modo molto diplomatico.