Mastella torna sulla questione dell’acqua, argomento su cui non era più intervenuto nemmeno in presenza della decisione di Fico di ritirare in autotutela la delibera sul GRIC. Aveva mandato avanti Pompilio Forgione con l’intento di mostrare che sostanzialmente nessuno s’è mai detto contrario all’acqua pubblica ma ben sapendo che nulla cambia a livello locale dove invece la compartecipazione pubblico privato è un punto su cui non c’è negoziato che tenga.
E giocando anche sulla doppia accezione tra società a maggioranza pubblica con società a controllo pubblico, che sono due cose ben distinte la cui natura il sindaco conosce molto bene. Ma ieri, nel consueto intervento sindacale nei lavori del Consiglio, Mastella è tornato in prima persona a parlare della questione sottolineando che in via generale è bene dare un assetto pubblico alla grande adduzione ma in chiave locale il discorso cambia e si deve procedere sulla strada tracciata del binomio pubblico-privato.
Insomma, Mastella lancia messaggi. E messaggi ne lancia anche il Comitato Sannita Acqua Bene Comune che chiede di fermare subito Sannio Acque e ritiene che “il fallimento della privatizzazione parte dai dati errati di Gesesa contenuti nel Pef.
“Quello che proviene dalla Regione, prosegue il Comitato, è un segnale inequivocabile e dimostra che il modello dei grandi affidamenti ai privati è illegittimo e fallimentare e se la Regione ha fatto un passo indietro non esiste alcuna ragione logica o giuridica per proseguire con la gara per il socio privato di Sannio Acque”.
La questione della consulenza da 31 mila euro che non è stata revocata con la fine della delibera Gric. Fernando Errico, consioglioere regionale di Forza Italia interroga direttamente Fico. “Una coincidenza temporale che merita un approfondimento puntuale, sottolinea Errico, che chiede al presidente della Regione se sia a conoscenza dell’affidamento della consulenza e delle circostanze che hanno portato alla sua adozione a ridosso del ritiro della gara.”