“Se non fosse una situazione drammatica per famiglie e imprese, la raffica di comunicati trionfalistici diffusi in queste ore dai parlamentari sanniti ed esponenti del centrodestra sembrerebbe materiale da cabaret politico. Purtroppo, però, non c’è nulla da ridere.
Il decreto carburanti approvato ieri sera viene presentato come un grande successo, ma arriva tardi, dura pochissimo, neanche il tempo che le persone possano vedere gli effetti. È come affrontare uno tsunami con un secchiello: scenografico, forse, ma totalmente inutile. Basta passare davanti a un distributore per rendersene conto.
Da oltre venti giorni le opposizioni chiedevano di utilizzare l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti per attivare le accise mobili e abbassare le accise su benzina e diesel. Dal Governo nessuna risposta, bensì un provvedimento che più di fronteggiare la crisi, sembra uno spot elettorale a quattro giorni dal referendum.
Nel frattempo, gli aumenti determinati dalla guerra illegale scatenata dai loro amici Trump e Netanyahu continuano a pesare ogni giorno per milioni di euro sulle famiglie italiane, trascinando verso l’alto i prezzi dei beni essenziali. E se il conflitto continuerà gli aumenti saranno ancora più pesanti.
È curioso vedere come chi prometteva di “abolire le accise” e di “difendere la sovranità nazionale” oggi ci lascia con il costo dei carburanti più alto di sempre e continua ad inseguire la linea dei propri alleati d’oltreoceano, senza una strategia e senza una visione per il Paese.
Il risultato è che a pagarne il conto sono famiglie e imprese e, qui, nel Sannio, i tantissimi agricoltori. Altro che note di giubilo, farebbero bene a chiedere scusa.”
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