I consiglieri di opposizione al Comune di Benevento chiedono l’immediata convocazione del Consiglio comunale per discutere delle misure di prevenzione della corruzione e dell’istituzione di una commissione d’indagine sui titoli edilizi.
Una diffida formale e un sollecito ad adempiere sono stati inviati al presidente del Consiglio comunale e al sindaco. La segnalazione è stata trasmessa anche al Prefetto di Benevento dai consiglieri di Pd, Avs, Civico 22, Città Aperta, Civici e Riformisti.
“Nonostante sia trascorso oltre un mese dalla nostra prima richiesta e benché sia stata sottoscritta da oltre un quinto dei consiglieri – rendendo la convocazione un atto dovuto e vincolante – gli argomenti non sono stati ancora iscritti all’ordine del giorno”, dichiarano Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Francesco Farese, Floriana Fioretti, Giovanna Megna, Angelo Miceli, Angelo Moretti, Luigi Diego Perifano, Vincenzo Sguera e Marialetizia Varricchio.
“Siamo di fronte a una palese violazione delle prerogative dei consiglieri e del diritto all’esercizio del mandato elettivo. L’Amministrazione non può fuggire dal confronto dopo i gravi eventi. Il Sindaco deve riferire in aula sulle misure di prevenzione della corruzione e sui controlli interni. Così come riteniamo non più rinviabile l’istituzione della commissione di inchiesta sull’urbanistica. Non accettiamo pretesti per prendere tempo e sottrarsi al controllo e al confronto in Consiglio, massimo organo democratico della città”.
Alla luce di quella che viene definita una “condotta omissiva” dell’Amministrazione, i consiglieri hanno chiesto l’intervento del Prefetto per garantire il rispetto delle norme regolamentari e la tutela della trasparenza dell’azione amministrativa.
“È dovere primario garantire ai cittadini che l’Istituzione sia integra e che esistano anticorpi efficaci contro ogni malaffare. Il silenzio del Sindaco e la chiusura del Consiglio sono segnali preoccupanti che la città non merita”, concludono i consiglieri di opposizione.