Clemente Mastella col vento in poppa, nonostante la salute che è cagionevole e l’inchiesta della magistratura beneventana che gli ha decimato la sua burocrazia. Chi s’aspettava il tracollo negli indici di gradimento è rimasto assai deluso perchè il Sole 24Ore lo da ancora in auge nella considerazione dei suoi concittadini. La domanda che sorge è questa: perchè non sarebbe dovuto essere così? Mastella ha sempre mantenuto un ottimo feeling con lo zoccolo duro del suo elettorato e quello non lo scalfiscono ne le indagini giudiziarie e nemmeno le critiche che da sindaco è costretto a sopportare da una parte sparuta della stampa locale che di certo continuerà a fare il suo dovere. Quella nazionale innalza peana al suo passaggio e questo da sempre non senza una buona dose di snobismo di cui Lui è però pienamente consapevole e lo considera il dazio da pagare alle sue apparizioni.
Egli incarna da sempre nell’immaginario collettivo l’uomo della provvidenza anche se il suo sistema di potere è molto meno largo di un tempo ed anche meno blindato, meno capace di quelle che in gergo calcistico si chiamano “preventive”. S’è visto arrivare a Palazzo Polizia e Guardia di Finanza fare irruzione senza riguardi, cosa impensabile fino a pochissimo tempo fa, e di certo non l’ha presa bene. E’ chiaro che le preoccupazioni e le angosce degli ultimi due mesi ne hanno fiaccato il fisico ma non il morale e d’altra parte un uomo di potere lo si riconosce proprio nei momenti più difficili quando è chiamato ad esercitare il suo carisma sulle sue truppe che invece la situazione la stanno vivendo quasi con terrore e qualcuno è alla ricerca di riparo altrove.
Per questo Lui è Lui e gli altri no e nonostante provato dalla malattia, della quale ha preso a raccontare da qualche giorno con rara e centellinata sagacia comunicativa nella quale è “maestro e donno” e che va ad aggiungersi alla dimostrazione muscolare dei 50 anni di politica attiva e ai vari tagli di nastro, resta un personaggio epocale e la conferma arriva dal sondaggio, con buona pace delle valutazioni statistiche, in seguito al quale ha ringraziato l’elettorato. In soldoni, Mastella interpreta il suo personaggio, i suoi clichè, e non c’è niente di nuovo sotto il sole di luglio.
Avverte i suoi inesorabili avversari consiliari che nessuno lo “fotterà” per farlo fuori dal suo scranno e se da un lato appassiona con le sue vicende personali state certi che sta lavorando e molto alla riconferma di Lombardi, non più tanto scontata, che è la grundnorm del suo immediato futuro politico cui non rinuncerà tanto facilmente, s’altri nol niega. Solo contro tutti sfiderà i suoi rivali tutti passati da lui o quasi con i quali ha intrattenuto (e intrattiene) relazioni proficue per riaffermare la sua possanza.