Meno 18 alle Presidenziali provinciali, meno sedici a quella che in maniera assai artefatta potremmo definire “campagna elettorale” per i due contendenti Lombardi e Cataudo in perfetto ordine di sorteggio sulla scheda che verrà consegnata agli amministratori chiamati a scegliersi il presidente.
Assodato che vi sia un centrodestra che esprime un candidato, Cataudo, il raggiungimento del quale è stato più e più volte argomentato come una pura alchimia tattica senza alcuna connotazione ideale, è interessante capire come si disporrà il PD, che non esprime un proprio candidato, e che di certo non sosterrà Nino Lombardi. Siamo andati a chiedere a Umberto Del Basso De Caro lo stato dell’arte del suo partito e dopo avere ripetuto che è pura astrazione giornalistica l’adesione a Cataudo e che non vi è alcun verbale di partito che lo attesti, torna a ribadire l’assoluta indisponibilità al campo largo con Mastella, da semplice iscritto al partito tiene a precisare.
Noi precisiamo che il partito almeno al 70% lo controlla lui, il resto è già con Mastella, e l’orientamento non è di certo proLombardi. Umberto, che s’è intrattenuto fittamente con Giovanni Cacciano a Benevento, chissà forse per valutare qualche malpancismo che si registra dentro il decarismo ma il clima è sembrato rilassato, fa capire come i dieci anni di opposoizione a Mastella non li si cancellano con un colpo di spugna.
Poi De Caro lancia messaggi ai naviganti, che poi sarebbero gli amministratori del partito, che sostanzialmente decideranno in libera coscienza il voto da esprimere