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Benevento| Il Centro Delta entra nella lista regionale dei centri accreditati

Benevento| Il Centro Delta entra nella lista regionale dei centri accreditati

3 Dicembre 2020 | by Redazione Bn
Benevento| Il Centro Delta entra nella lista regionale dei centri accreditati
Attualità
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Il Tribunale regionale della Campania ha riconosciuto le nostre ragioni, disponendo, come da nostra richiesta, la sospensione dell’esecuzione del provvedimento con cui l’Asl sannita aveva escluso il Centro Delta dalla effettuazione dei tamponi molecolari”.
Lo afferma Piero Porcaro, direttore sanitario del consorzio di ricerca di cui la Delta è parte integrante e che vede la collaborazione di istituzioni scientifiche di Unisannio, Unimol e il CNR. La vicenda, approdata in tribunale, aveva preso inizio lo scorso 26 ottobre, con il mancato inserimento del Centro Delta nell’elenco dei centri accreditati ed autorizzati a svolgere tale tipo di indagine ed inviato dall’azienda sanitaria in
Regione. Inspiegabili le ragioni di una simile omissione e mai chiariti dal management dell’Asl, a dispetto di ogni sollecitazione prodotta dal Centro Delta. “A fronte del perdurante ed assordante silenzio dell’amministrazione sanitaria – sottolinea Porcaro – ci siamo visti costretti ad affidarci alla giustizia amministrativa a tutela dei nostri diritti certo, ma soprattutto della nostra professionalità e competenza, che ci vede al servizio della comunità dal 1989, con riconoscimenti che ci hanno permesso di raggiungere ogni angolo del mondo con i servizi sanitari da noi offerti”. Con estrema chiarezza, la prima sezione del Tar – Presidente Salvatore Veneziano, consigliere estensore Gianmario Palliggiano, Primo referendario Domenico De Falco – ha statuito che “il Centro ricorrente risulta essere in possesso dei requisiti strutturali, strumentali ed organizzativi per svolgere gli esami con la metodica di amplificazione genica PCR”. Il danno all’immagine – aggiunge – è stato devastante. Ancor di più quello inferto alla comunità. Mi chiedo, infatti, come avrebbe potuto essere più incisiva la prevenzione se avessimo avuto modo di svolgere il nostro lavoro, alla scoperta di eventuali positivi, nei giorni di blocco assurdamente imposti, nei fatti, dal provvedimento dell’Asl. Mi chiedo, ancora, se, sia pure inconsciamente, non sia stato dato un minimo ma in ogni caso tragico contributo al diffondersi della pandemia.”

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