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Avellino| Pista ciclabile in viale Italia, la Fiab: manca un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile

Avellino| Pista ciclabile in viale Italia, la Fiab: manca un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile

4 Marzo 2021 | by Redazione Av
Avellino| Pista ciclabile in viale Italia, la Fiab: manca un Piano Urbano di Mobilità Sostenibile
Attualità
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“Da diverse ore ascoltiamo e leggiamo le opinioni più disparate sulla Pista Ciclabile di Viale Italia. Siamo estremamente lieti che la bici e la mobilità urbana abbiano trovato finalmente spazio sui media e all’interno dell’opinione pubblica cittadina. Il fatto che sia stata aperta una discussione pubblica non può che essere una buona notizia e, come sempre accade, siamo certi che dal confronto appena iniziato non potranno che arrivare buoni frutti. Saremmo stati ancor più felici se, esattamente un anno fa, il sindaco avesse raccolto il nostro invito e avesse accettato di incontrarci. Avremmo voluto discutere con lui del progetto di Viale Italia, di come migliorarlo, e dei tanti altri progetti ancora da scrivere e – ci auguriamo – realizzare”. Così in una nota l’associazione “Fiab Avellino senza rotelle” che apprezza l’iniziativa ma non la realizzazione del progetto e la sua visione prospettica.

“Forse qualche errore si sarebbe potuto evitare, ma non è nelle nostre intenzioni tornare sul passato e cedere alla tentazione delle polemiche. Ci sarà il tempo e l’occasione di spiegare se e in che modo il tracciato in via di realizzazione poteva essere fatto meglio dal punto di vista tecnico e normativo. Tuttavia, in qualità di associazione aderente alla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), un’associazione nazionale che dal 1989 promuove l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano per migliorare traffico e ambiente urbano, non possiamo esimerci dallo spostare il punto focale su quelle che sono le vere questioni da affrontare. A nostro modo di vedere, l’inciampo principale sta nella totale assenza di visione. Ancora una volta, si è scelto di progettare e realizzare un intervento una tantum, al quale manca quella solidità che solo un ragionamento a lungo termine sul sistema della mobilità urbana avrebbe potuto conferire.Come ci si immagina lo sviluppo della mobilità urbana da qui ai prossimi 20 anni? Riteniamo che sia questa la domanda fondamentale a cui si debba dare risposta. E – attenzione – la città di Avellino non è l’unica chiamata rispondere, perché è sempre più evidente come il capoluogo e i comuni attigui debbano essere considerati come un’unica entità e debbano marciare di pari passo. Le nuove infrastrutture potranno avere senso e utilità solo se riusciranno a semplificare o migliorare la vita quotidiana della cittadinanza e, per fare questo, è necessario agire secondo un piano, avendo ben chiara in mente la visione, qual è l’idea di città che si vuole diventare. Spesso si compie l’errore di pensare alla bici come un mezzo per lo svago o l’attività sportiva, sottovalutando che essa è prima di tutto un mezzo di trasporto. Che il numero di persone che utilizzano quotidianamente le due ruote sulle strade cittadine sia aumentato esponenzialmente negli ultimi 5 anni è un fatto incontroverbile, così come sono altrettanto innegabili gli atavici problemi di traffico e di qualità dell’aria.

Per questi e per mille altri motivi che non menzioneremo per opportunità di sintesi, pensiamo che Avellino sia matura per un cambio di prospettiva. Qualche centinaio di metri di pista ciclabile non avrà alcuna ricaduta sulla quotidianità delle persone e non riuscirà a snellire il traffico urbano neppure di una sola auto, se questo intervento non si innesta all’interno di un sistema complesso capace di integrare la mobilità dolce (ciclisti e pedoni) con il trasporto pubblico urbano e il traffico veicolare. È giunto il momento che Avellino e il suo hinterland si doti di un PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) e affronti tema della pianificazione della modalità, focalizzando l’attenzione sulla “gestione della domanda”, mettendo al centro le persone e la sostenibilità del sistema della mobilità. Del resto, così come confermato dalle semplificazioni e dalle innovazioni contenute nell’articolo 232 del “Decreto Rilancio” del 19 maggio 2020, l’Italia ha scelto la bici. Grazie a questo provvedimento normativo, le case avanzate e le corsie ciclabili sono molto più semplici da realizzare rispetto a qualche anno fa e possono essere realizzate anche a costo zero.

I casi da cui prendere spunto sono numerosissimi e, sembrerà strano, non bisogna guardare per forza a quello che accade a Copenaghen, Amsterdam o Milano, esempi virtuosi, certo, ma molto distanti dalla realtà Avellinese. Basti guardare alla Città di Cosenza che, grazie a un’attenta programmazione, è riuscita a dotarsi di una rete ciclabile di circa 30 km di lunghezza (https://www.comune.cosenza.it/pagina1776_ciclopolitana.html). Moderazione del traffico, ciclo-parcheggi, corsie ciclabili, campagne di comunicazione finalizzate alla promozione della ciclabilità per il tragitto casa-lavoro, per lo shopping, per il tragitto casa-scuola: sono veramente numerosi gli interventi che potrebbero essere introdotti nel breve, medio e lungo periodo, anche senza passare necessariamente per la creazione di infrastrutture ad hoc. Siamo contenti che un piccolo passo – senz’altro timido e incerto – sia stato compiuto, ma il bello inizia proprio adessoNoi di Fiab Avellino siamo disponibili a mettere a disposizione dell’Amministrazione Comunale e di ogni altro stakeholder le nostre competenze tecniche e la nostra esperienza di ciclisti urbani.

Sindaco di Avellino, sindaci dei comuni limitrofi, Giunte Comunali, AIR Mobilità s.r.l., c’è tanto da fare: non perdiamo questa opportunità”.

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