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Lumode, ANAC bypassa Corona ma incalza il Comune

Lumode, ANAC bypassa Corona ma incalza il Comune

15 Giugno 2021 | by Enzo Colarusso
Lumode, ANAC bypassa Corona ma incalza il Comune
Attualità
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L’Anac, l’autorità antiocorruzione, torna sulla questione del Bando Periferie e dei progetti Lumode di trasformazione di Piazza Risorgimento e del Terminal Bus. Nel fascicolo 1022/2021, l’Autorità di fatto archivia la segnalazione di Altrabenevento e ne adduce le ragioni. Secondo l’Autorità Nazionale Anti Corruzione l’ente promotore, cioè il Comune di Benevento, ha richiesto a Lumode la presentazione di una nuova proposta di project financing che tenga conto delle modifiche progettuali occorse. Lumode non ha ancora presentato la rimodulazione del piano economico dopo le modifiche del 2020 e che il finanziamento pubblico, calcolando anche le spese di gestione indicate nel preliminare del 2016, è pari al 33,98% del totale a violazione dell’articolo 180 comma 6 in relazione ad una maggiore erogazione di fondi pubblici rispetto a quanto prevede la norma. La modifica progettuale, di fatto, stando a quanto dice l’ANAC, supera il progetto originario ed anche l’intervento stesso dell’Autorità che però invita il Comune ad adottare gli opportuni atti di autotutela del procedimento di gara nel nome della trasparenza verso tutti gli operatori di mercato. E tuttavia, l’ANAC ritiene la ricostruzione fornita dal Rup, in ordine al rapporto tra finanziamento pubblico e privato, non condivisibile, fermo restando che i calcoli condotti dal responsabile unico del procedimento- e non dal promotore- si fondano su un piano economico-finanziario non più attuale e non del tutto coerenti con le indicazioni regolatorie dell’Autorità. In sostanza,  l’ANAC esprime ancora riserve, pur tirandosi fuori dalla questione, e invita il Comune a seguire la stesura di un contratto tipo che essa stessa ha prodotto a scopo esemplificativo cui poter fare riferimento. Altrabenevento incassa l’archiviazione. Ora l’interlocuzione resta tra Comune e ANAC con Lumode che, in sostanza, attende l’inquilino di Palazzo Mosti e per ora non produce le risposte in merito alla rimodulazione del project financing. E questo vuole dire che quando la produrrà essa dovrà  essere  riformulata come previsto dal Codice degli Appalti e dovrà essere sottoposta a valutazione di pubblico interesse da parte del Consiglio Comunale. Il prossimo, con molta probabilità, a impronta mastelliana o di altra matrice.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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