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Avellino| Alternanza scuola-lavoro, l’Unione degli Studenti chiede giustizia e la modifica di un “sistema colpevole”

Avellino| Alternanza scuola-lavoro, l’Unione degli Studenti chiede giustizia e la modifica di un “sistema colpevole”

21 Settembre 2022 | by Redazione Av
Avellino| Alternanza scuola-lavoro, l’Unione degli Studenti chiede giustizia e la modifica di un “sistema colpevole”
Attualità
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Venerdì scorso Giuliano de Seta, uno studente di 18 anni, è morto. È stato ucciso. Non da una lastra di acciaio cadutagli addosso mentre svolgeva uno stage con la scuola. Bensì da un modello di scuola basato su un rapporto istruzione-lavoro volto al profitto delle aziende e allo sfruttamento degli studenti e delle studentesse. Tutti hanno visto il colpevole in volto eppure nessuno ha puntato il dito, e noi, in qualità di sindacato studentesco, abbiamo intenzione di farlo, per Giuliano de Seta, per Lorenzo Parelli, per Giuseppe Lenoci, e per troppi altri. “Per ogni vittima, contro un sistema colpevole” è lo slogan ripreso dall’Unione degli Studenti, in questi giorni, a Salerno, Napoli, Pomigliano, Sarno e, oggi, anche ad Avellino nella striscionata dirimpetto alla sede di Confindustria.
“Lo slogan scelto non è casuale e rimanda a quello che secondo noi è il centro attorno a cui tutta la situazione attuale gira. Il problema è questo sistema, e proprio per questo il volerlo rattoppare e sistemare in continuazione, ponendo solo soluzioni momentanee a problemi strutturali, non funziona. C’è bisogno di una svolta definitiva. C’è bisogno di una riforma radicale perché Giuliano era uno studente come me e come tanti altri, come Lorenzo e come Giuseppe, i cui nomi ci sono risuonati in bocca tante volte dalla loro morte.” – dice Anna Boccuti, coordinatrice UdS Avellino – “Era uno studente ed è morto ucciso da un modello di scuola che non funziona, ma che in questo paese nessuno pensa di riformare e migliorare. Giuliano è morto a causa della precarietà della situazione studentesca e dell’indifferenza della politica alle necessità dei giovani. Giuliano è l’ennesima vittima di questo sistema marcio e noi non possiamo accettare che questo sia capitato ancora una volta.”
“La morte di Giuliano, come quelle di Giuseppe e Lorenzo, pone dinanzi agli occhi di chi si ostina ad ignorarla, l’ingombrante problematicità del modo di pensare la scuola come luogo di formazione delle braccia, anziché delle menti degli studenti e delle studentesse. Ancora una volta il PCTO ci ha ricordato di quanto, oltre essere nocivo, formi gli studenti solo ed esclusivamente alla precarietà del lavoro e alle inesistenti sicurezze che li attendono.” – dichiara Carmine Matarazzo, responsabile comunicazione dell’UdS Avellino – “Proprio dall’asfissiante consapevolezza di essere visti come strumenti da lavoro, nasce la forte e sentita necessità di sanificare questo sistema scolastico. Come? Con l’istruzione integrata, costruendo percorsi che siano educanti e volti a trasformare partendo dai luoghi dei saperi il mondo e il sistema produttivo in primo luogo. Quindi ampliando l’utilizzo dei laboratori a scuola, impossibilitando gli studenti e le studentesse a prendere parte dei processi produttivi ma anzi formandoli in attività didattiche volte alla sicurezza e ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici. Educare al lavoro vuol dire formare cittadini e cittadine che siano consapevoli dei loro diritti sul luogo di lavoro e abbiano quindi la possibilità di trasformarlo non assoggettandosi a esso. Poi bisogna che si istituisca un Codice Etico nazionale per quelle aziende e per quegli enti che intraprendono percorsi con la scuola, e nel rispetto del quale venga impedito qualsiasi patto tra scuole e aziende con implicazioni in reati di corruzione o devastazione ambientale”.
“Dopo il 23 settembre con Fridays for Future e Legambiente,” – conclude Anna Boccuti – “saremo in piazza come studenti e studentesse anche il 18 novembre sotto lo slogan #oradecidiamonoi per chiedere una riforma del pcto e della scuola che siano a misura di studente.”

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