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Istituto minorile di Airola: incontro per attivare l’indirizzo alberghiero e potenziare l’istruzione di base per gli stranieri

Istituto minorile di Airola: incontro per attivare l’indirizzo alberghiero e potenziare l’istruzione di base per gli stranieri

8 Novembre 2022 | by Redazione Bn
Istituto minorile di Airola: incontro per attivare l’indirizzo alberghiero e potenziare l’istruzione di base per gli stranieri
Attualità
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Nella giornata di oggi, il Garante campano delle persone private della libertà personale ha incontrato la direttrice dell’Istituto minorile di Airola, Marianna Adante, il comandante, Alessandra Iandiorio, il dirigente CPIA, Antonella Gramazio, il coordinatore dell’area tecnica del carcere, Enza Comune per un confronto programmato finalizzato ad ampliare l’offerta formativa per i giovani ristretti.

In particolare, è emersa l’importanza di attivare un indirizzo alberghiero all’interno dell’istituto di pena, con i due percorsi di enogastronomia e sala. Ancora, l’incontro è stato orientato verso una riflessione che mette al centro gli stranieri ristretti, sempre più in aumento e che, all’arrivo in Istituto, si mostrano con gravi carenze linguistiche, quindi una incapacità comunicativa, che rende complesso il trattamento. A loro, si aggiungono i giovani italiani che, provenendo La proposta, quindi, è stata quella di potenziare l’offerta di istruzione di base.

Così il Garante Ciambriello: «Con l’incontro di oggi abbiamo raggiunto un importante obiettivo. Il carcere minorile di Airola ha buone prassi, specie riguardo il lavoro esterno dei detenuti; buone esperienze che devono essere potenziate e, soprattutto, rinnovate alla luce di una serie di scadenze, che potrebbero far rallentare questa bella realtà. Mi dispiace che non si possa parlare solo di buone prassi: oggi, al mio arrivo in Istituto, ho saputo dagli stessi ristretti, che ho incontrato a colloquio individualmente, che manca da mesi l’acqua calda. La direzione, immediatamente dopo la mia segnalazione, mi ha già comunicato che, nelle prossime ore, il problema sarà risolto. Investire sui minori resta una priorità, in quanto incamminarli verso una concreta rieducazione e risocializzazione equivale ad abbassare recidive e, al contempo, offrire possibilità di un riscatto sociale, che deve passare necessariamente attraverso l’istruzione e il lavoro».

 

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