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Giallo come il Sole…rosso come il Cuore..le emozioni che si tramandano

Giallo come il Sole…rosso come il Cuore..le emozioni che si tramandano

27 Aprile 2026 | by Anna Liguori
Giallo come il Sole…rosso come il Cuore..le emozioni che si tramandano
Attualità
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C’è qualcosa che va oltre il calcio, oltre il risultato, oltre i novanta minuti. A Benevento, ieri, si è vissuta una giornata che resterà impressa nella memoria collettiva, una di quelle che si raccontano negli anni, come un rito che unisce generazioni.

Fin dalle prime ore del mattino, la città ha iniziato a cambiare volto. Tra le strade si respirava un’aria diversa, carica di attesa e di emozione. I colori giallorossi spuntavano ovunque: sulle bancarelle, nelle vetrine, tra le mani dei più piccoli. Ed erano proprio loro, i bambini, i primi protagonisti della giornata, alla ricerca di una sciarpa, di una maglia, di un gadget che li facesse sentire parte di qualcosa di grande. Gli stessi colori che i loro genitori avevano amato da piccoli, tramandati come una tradizione di famiglia: giallo come il sole, rosso come il cuore.

Con il passare delle ore, l’adrenalina cresceva. Già dal primo pomeriggio, lo stadio iniziava a riempirsi. C’era chi aveva rinunciato persino al pranzo pur di essere lì, tra i primi, per non perdere neanche un istante di quella giornata. Alle 18, il fischio d’inizio contro l’Audace Cerignola ha dato il via a qualcosa di più di una partita.

Sugli spalti, lo spettacolo era già cominciato. La Curva Sud ha regalato una coreografia straordinaria, frutto di settimane di lavoro, capace di raccontare un’intera terra: il Sannio, con il suo orgoglio, la sua identità, il suo spirito. La voce di Antonio Esposito ha fatto da colonna sonora a un momento carico di significato. E poi lui, lo Stregone, simbolo indiscusso di appartenenza: perché Benevento non è solo una città, è un sentimento che scorre nelle vene di chi la vive.

Il 2-2 finale è stato solo l’inizio. Il vero spettacolo è proseguito fuori dal campo, tra le strade della città. Dal Rione Libertà è partito il pullman con la squadra, accolto da una folla in festa. Gente ovunque, fumogeni rosso fuoco, cori, applausi: un abbraccio collettivo ai propri beniamini. Motorini al seguito, bandiere al vento, un corteo spontaneo che ha attraversato Benevento fino a Piazza Risorgimento, trasformando ogni angolo in una festa.

E poi il culmine, al Parco De Mita, allestito per l’occasione in perfetto stile giallorosso. Luci, musica, sorrisi, lacrime di gioia. Una città intera riunita sotto gli stessi colori, gli stessi ideali, la stessa passione.

 

Il 26 aprile non è stato solo un giorno di sport. È stato il giorno in cui Benevento ha mostrato il suo volto più autentico, quello fatto di appartenenza, orgoglio e amore. Un giorno, quello giallo rosso come l’Arco di Traiano illuminato per l’occasione, che resterà per sempre nella storia: perché da ieri, lo Stregone è tornato dove merita.

Benevento è in Serie B. E tutta la città lo grida al mondo.

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