«Una struttura sociosanitaria essenziale per l’intera provincia, necessaria per dare risposte concrete a centinaia di famiglie e di ragazzi con sindrome dello spettro autistico, che per troppi anni è rimasta ostaggio della malapolitica». Così il candidato sindaco del campo largo, Nello Pizza, intervenuto questa mattina alla conferenza dedicata al Centro per l’autismo di Avellino.
L’incontro, ospitato al Circolo della stampa, è stato organizzato dai genitori che da quasi trent’anni chiedono l’apertura del “Cubo blu” di Valle e che hanno promosso una raccolta firme per intitolare la struttura alla memoria di Camillo Vittozzi, neuropsichiatra infantile pioniere in Irpinia nelle diagnosi e terapie sulla neurodivergenza.
«Un’iniziativa encomiabile, soprattutto perché nasce dal basso», ha sottolineato Pizza, aggiungendo che la petizione «merita la giusta attenzione» e potrà essere valutata dalla futura amministrazione. «Ancora una volta – ha proseguito – sono i cittadini a chiedere che le istituzioni facciano la propria parte, a tutela dei più fragili. Una richiesta di diritto che è stata negata troppo a lungo».
Ripercorrendo la vicenda, il candidato sindaco ha ricordato come il progetto risalga ai primi anni 2000, con la posa della prima pietra nel 2007. Da allora, un iter lungo e complesso, tra ritardi, annunci di completamento e cambi di indirizzo. Nel 2023, la proposta di affidare la struttura – realizzata con fondi pubblici – a un soggetto privato, con il coordinamento demandato all’Università di Salerno, ha ulteriormente rallentato il percorso, creando frizioni con l’Asl, inizialmente individuata come ente gestore naturale dei servizi.
Una situazione aggravata anche dalla scoperta di criticità strutturali dell’edificio, tra infiltrazioni e carenze documentali, che hanno alimentato la preoccupazione della comunità.
«Grazie all’opera del nuovo direttore generale dell’Asl e del Commissario prefettizio i rapporti sono stati ricuciti e finalmente si va verso l’apertura – ha concluso Pizza –. Da sindaco mi farò garante del corretto dialogo istituzionale e degli interessi delle famiglie e delle persone con autismo, che meritano risposte concrete e servizi adeguati. Sono andate perse troppe occasioni».