La vicenda dei 19 lavoratori della Sirti che l’azienda ha deciso di smistare a Casandrino chiudendo lo stabilimento di Benevento. Martedi s’è riunita l’assemblea che ha confermato l’attuale stato di agitazione. Questa decisione è diretta conseguenza dell’ esito negativo della riunione in Prefettura dello scorso 10 giugno, la chiusura netta ed incontrovertibile ad ogni tentativo di soluzione alternativa avanzata dalla Fim Cisl e dal Comune di Benevento, rappresentato al tavolo dall’assessore Cappa. Una chiusura ermetica che gli emissari di Sirti manifestarono anche nei confronti della stampa che chiedeva spiegazione delle ragioni di questa impostazione di inflessibilità. 
“Fermo restando che le attività di installazione in generale risultano in espansione nel territorio della nostra provincia, la situazione di difficoltà, come delineata dalla azienda, non è riferibile al solo contesto beneventano ma a tutte le sedi operative e ciò rende ulteriormente incomprensibile la decisione aziendale”, recita un comunicato dei metalmeccanici Cisl. “Una scelta priva di ogni logioca” rincara la dose il segretario territoriale Giancarlo Stefanucci. Da qui la decisione di sperimentare ogni ulteriore utile iniziativa e ogni occasione di confronto con l’azienda al fine di fermare l’avviata proceduta di trasferimento collettivo.