Un esemplare di Biancone, rapace protetto di particolare interesse conservazionistico, è stato rinvenuto morto nei pressi di un parco eolico nel territorio di San Giorgio La Molara. La segnalazione arriva dal WWF Sannio, che ha trasmesso il caso agli enti competenti, compreso l‘Assessorato all’Ambiente della Regione Campania, chiedendo che l’episodio venga valutato nell’ambito delle future procedure autorizzative per nuovi impianti.
Secondo quanto riferisce l’associazione ambientalista, l’animale apparterrebbe alla specie Circaetus gallicus, comunemente nota come Biancone, inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e considerata di particolare valore per la conservazione della biodiversità.
Al momento non è possibile stabilire con certezza né la data della morte né le cause del decesso. Secondo il WWF, l’esemplare potrebbe essere morto anche durante la migrazione primaverile, probabilmente nel mese di maggio. Saranno eventuali accertamenti tecnici a chiarire se vi sia un collegamento con la presenza dell’impianto eolico.
L’associazione sottolinea però che la collisione tra grandi rapaci e pale eoliche rappresenta una criticità già documentata dalla letteratura scientifica, soprattutto nelle aree attraversate dalle rotte migratorie. L’Appennino beneventano, caratterizzato dalla presenza di numerosi aerogeneratori, rientra infatti tra i territori interessati dal passaggio di specie come nibbi, grifoni e altri grandi veleggiatori.
In particolare, i crinali tra San Giorgio La Molara e Foiano di Val Fortore ospitano una delle maggiori concentrazioni di impianti eolici del territorio, dove il monitoraggio dell’avifauna costituisce una componente essenziale delle valutazioni di impatto ambientale.
“Siamo pienamente favorevoli alle energie rinnovabili, ma non a quello che definiamo eolico selvaggio”, afferma Daniele Tufo, attivista del WWF Sannio. “Se osserviamo il paesaggio del Fortore, è evidente che la diffusione degli aerogeneratori ha raggiunto livelli molto elevati. Chiediamo che il rischio per l’avifauna venga attentamente considerato nelle future autorizzazioni.”
Il WWF ribadisce quindi la necessità di conciliare la transizione energetica con la tutela della biodiversità, attraverso una pianificazione degli impianti che tenga conto delle aree più sensibili per la fauna selvatica e delle principali rotte migratorie.

