I ritardi che contraddistinguono la vicenda del Centro di Salute Mentale di Airola chiuso dal mese di febbraio. Una situazione che è andata via via inasprendosi con la protesta delle famiglie delle persone affette da disturbi psichici che si sono viste privare di un approdo sicuro in Valle Caudina e dirottati a Puglianello. Una soluzione, seppur temporanea che si è rivelata insostenibile sin dal principio ma che ora è diventata addirittura impossibile per i costi e le difficoltà di spostamento. S’era detto una sistemazione momentanea in attesa di trovare una nuova allocazione ad Airola. Il sindaco Falzarano aveva assicurato che si sarebbe trovata una nuova sede entro la fine di giugno. Siamo a luglio e nulla pare muoversi. La questione ha finito per diventare un fatto politico e sociale e non solo ad Airola. Il 2 luglio c’è stato un Consiglio comunale straordinario soto la spinta di circa 400 firme da parte delle famiglie segnate da questa impasse. 
“La questione rimane di importanza prioritaria che non può essere delegata ai buoni propositi dei singoli ma alla solidità delle Istituzioni Comunali di Airola e dell’ASL competente”, ha detto durante il suo intervento in aula il Consigliere di Dovere Civico Maltese e il dibattito ha indotto l’Amministrazione Falzarano e la maggioranza che lo sostiene ad indire per giovedi un nuovo Consiglio comunale.
Intanto il Comitato dei familiari dei pazienti alza il tiro e indice per venerdi prossimo un sit in alle ore 18:30 davanti la sede del CSM. “Attendiamo risposte che dimostrino umanità, efficienza e credibilità istituzionale, non chiediamo cortesie, ma esigiamo risposte” il tenore della protesta e lancia la proposta per una “soluzione immediata” della questione indicando alcuni locali di Bucciano “pronti, idonei e interamente finanziati dalla disponibilità del Comune, formalizzata fin dal 7 maggio. Continuare a ignorare questa opzione solo per tatticismi politici è un atto di una gravità estrema”, dicono esacerbate le famiglie.